domenica 15 ottobre 2006

57

Mi mancano i tuoi calzini sporchi di scarpe da ginnastica e il tuo sguardo impastato di sonno la mattina presto, quando mi sveglio e fuori è ancora buio e sono vicina al cielo di Amsterdam da poterlo toccare con un dito. Sono caduta dalla bicicletta sopra un ponticello e ho giocato per la prima volta a bowling. Cerco di ricordare un po' di sana grammatica inglese. Ho le gambe piene di lividi e dovresti poggiarci sopra la mano. Chiudo gli occhi. 

venerdì 6 ottobre 2006

56

Ho lanciato una moneta sul ciglio del prato di Santa Giuliana mentre uno degli ultimi tramonti assolati e freschi ci congelava le guance. Mi sono accorta che sparlo come te, che ho espressioni tue e perfino il tuo accento, che ho il tuo modo di urlare e fare casino. Devo partire per Amsterdam e non me ne importa niente. Abbiamo parlato dei tuoi capelli e di quanto sono belli, hai detto che li devi tagliare, sei vanitoso e un po' sfiduciato. Parto.