I pesci dormono. Ho guardato a lungo la pioggia sul vetro, mentre tornavo a casa. Le Converse si stanno scollando dalla gomma e sono completamente fradice di pioggia. Ci sono ferite piccole, che non disturbano nessuno. Si aprono e sanguinano ogni giorno, ogni secondo, ma non parlano. Se ne stanno lì, a non chiedere niente. Le cose diventano preziose e intense quando si allontanano, così come le persone. Si riescono a vedere contorni ed essenze solo quando queste cose si perdono, come lacci che si slegano dai polsi. Come te che ballavi, un giorno, bellissimo. Come noi che ridevamo e le risate rimbalzavano contro il cielo gravido di stelle, che non doveva chiedere niente a nessuno, come il fumo della tua sigaretta o come la mia penna, che prima era brillante e sapeva scrivere, mentre adesso scrive il niente, ed è diventata muta.
mercoledì 14 novembre 2007
112
martedì 6 novembre 2007
111
Piccole. Le parole sono piccole, eppure riescono a tagliare come coltelli affilati. Sto fissando il titolo di un libro inutile, mentre il rosso delle lenzuola e della cornetta del telefono mi circonda. Le parole sono sbadate, arrivano come grumi di sangue e mi impediscono di respirare. Vorrei annegare dentro quest'acqua bollente, mentre mi scroscia addosso un'altra piccola delusione. In silenzio, guardo la mia pelle che cambia colore sott'acqua, nascondendomi il viso tra le braccia. Non è una tragedia. Passerà anche questa, come sono passate tutte le altre onde. Zitte, senza fare rumore.
venerdì 26 ottobre 2007
110
Mi dici "Ho sonno" e mi domandi se puoi addormentarti. E alla fine lo fai, ti lasci andare, con la mia mano stretta nelle tue. Le mie parole sono perse, bruciate. Le mie lacrime ferme nelle orbite. Il cuore non ha battiti. Io non ho sentimenti, solo sensazioni. Sono troppo pesante perchè tu possa spostarmi.
giovedì 18 ottobre 2007
109
lunedì 15 ottobre 2007
108
E' quasi finito anche ottobre e ho le mani gelate. Non posso appoggiarle sul tuo ventre, non posso ascoltarti che scatti o che ti lamenti per i brividi, e distante da te sterminati chilometri cerco di ritrovarti nella cera e nello stoppino di questa candela bianca che brucia, ricordandomi della prima notte che abbiamo dormito insieme. Il sole disorganizza i miei pensieri. Ho guardato il cielo seduta da sola su una panchina, oggi, pensando che fosse di un azzurro potente; ho respirato la tua assenza pensando ai momenti che trascorro con te. I minuti scivolano, le ore si dissolvono come polvere. Quando stiamo lontani non esiste universo, non esiste niente, non esistono i colori e le chiome degli alberi. Non esisto io. Vivo in un universo di sguardi obliqui, diffidenti. Vivo vestita delle tue parole, così semplici, candide, ordinate.
domenica 14 ottobre 2007
106
Mi manchi nello stomaco, nelle arterie e nelle vene dove scorre il sangue blu. Mi manchi sulla punta delle dita, nelle forchette che incrocio nervosa mentre siamo a tavola, nei quadretti dei tuoi calzoni corti, nello sterno e nel fegato, e mi manchi dietro le orecchie. Dentro l'ombelico, mi manchi come se non fossi mai venuto.
giovedì 11 ottobre 2007
105
grande un centinaio di chilometri dalla quale non si possa uscire.
104
mercoledì 10 ottobre 2007
103
Forse questo cielo grigio significa qualcosa, forse ci siamo sbagliati, forse smetterò di ridere e - come ieri sera - mi regalerò il tempo di parecchie lacrime una dopo l'altra. Forse un giorno tu tornerai a parlarmi, forse un giorno smetterò di sentirmi come quel famoso hidalgo che combatteva contro i mulini a vento. E' straordinaria la sensazione che fanno certe cose, il tocco del cappuccio della tua felpa sulle mie dita, contro uno dei sostegni rossi dell'autobus. C'è vento, e vorrei volare via.
sabato 6 ottobre 2007
martedì 18 settembre 2007
101
mercoledì 5 settembre 2007
100
domenica 2 settembre 2007
99
Ho dormito con te, ho fatto l'amore con te sotto un cielo impazzito di stelle, ad un passo dai rumori dell'ultima festa dell'estate, i primi giorni di settembre sono arrivati senza avvisare e l'estate, quest'estate, è già volata via.
mercoledì 29 agosto 2007
98
martedì 28 agosto 2007
sabato 25 agosto 2007
96
venerdì 24 agosto 2007
95
Nel tuo giardino ci sono un milione di fiori e di colori e le bacche rosse come il palloncino che ti volevo regalare e un cuore rosso, il tuo, che batte fortissimo e tu sconvolto dici "guarda che schifo". Mentre fumi e intorno c'è l'aria umida e fresca della pioggia di agosto, è un po' più freddo e vorrei mettermi un maglione, vorrei essere libera di questi vestiti. Tocco le gocce d'acqua che stanno cadendo dalle bacche e ti domando se mai mi pensi, quando non ci sono. Tutto il sangue di stasera è rosso e rosso è il tuo colore preferito.
domenica 19 agosto 2007
94
Guardo l'erba di questo prato di notte pensando che oggi è venerdì diciassette. Mi scosti i capelli dall'orecchio e ci avvicini le labbra dicendo che ormai è il diciotto. Anche a novembre, c'è stato un venerdì diciassette. Quante cose possono succedere, quante cose sono successe.
sabato 18 agosto 2007
93
Sto cercando disperatamente di organizzare i pensieri come in una dispensa molto ordinata, ma non sono mai stata troppo brava in questo, ho finito per distruggere l'ordine che avevo dato alle cose pochi secondi dopo aver lavorato tanto per crearlo. Mi sembra di essere seduta su una superficie alla quale sono incollata con la pelle viva; diretto contatto con la parte che brucia e mi sembra di presagire il male che farà, una volta che mi alzerò. Forse ti ho perso con un tacito accordo, e non me ne sono resa conto. Ho freddo.
giovedì 9 agosto 2007
92
Ritrovo un pezzo di me, mentre parli, mentre mi sfiori per un attimo e solo per un frammento di tempo vorrei poter riscrivere tutto daccapo, vorrei non aver finito quelle pagine, vorrei ancora un giorno da vivere con te, vorrei mandare avanti e ritrovarmi già lì, nei nostri momenti. Vorrei solo che tu mi sfiorassi ancora, per un attimo. Che fossi ancora qui per disegnare ideogrammi sul mio braccio, per mettere l'azione al posto dell'intenzione, per dirmi ancora che hai visto quella luna mentre tornavi a casa, per ridere come sai ridere. Per prendere vita come il personaggio del mio libro.
mercoledì 8 agosto 2007
91
Sabbia dai tuoi capelli, e mi devo mettere una mano davanti agli occhi per farmi schermo, per riuscire a guardarti senza restare accecata. Chilometri di erba si sono stagliati sotto le nostre schiene e sono qui senza fiato nè energie per urlare, un'ultima volta, quanto tutto questo mi sconvolga.
giovedì 2 agosto 2007
90
Certe volte mi sento come se qualcuno avesse infilato la mano dentro al mio cuore e l'avesse svuotato di tutto quello che c'è dentro, come si fa con i semi di un melone.
sabato 14 luglio 2007
89
E' un sabato di sole, caldo tremendo fuori, ed io ho messo a posto chili di carta inutile. Ho ritrovato i dischi vuoti e ieri pomeriggio, seduta al parco dietro l'autoscuola, ho letto un libro pensando al colore dei tuoi occhi che ieri era di un colore insolito e disarmante.
martedì 10 luglio 2007
87
Dovrei telefonare. Dovrei andare a vendere i miei libri usati, ma non riesco ad utilizzare più le energie. Mi viene in mente una frase di una canzone che non ricordo. Fuori il mondo grida e qui io e te.
Eccola. Torna. Dentro Sharon, Verdena.
La metto su Media Player, mentre bevo succo d'arancia.
Sara mi ha lasciato scritto parole, alle undici di questa mattina. "Ti dico cosa farei io. E io il disco glielo farei".
Sarebbe un ottimo momento per fumare, per iniziare, per farlo e basta. Di tanto in tanto mi sono concessa anche quest'errore, tanto per stravolgere.
Continuo a perdere sangue. E di arrivare al tabaccaio per buttare via tre euro non trovo la voglia. Non trovo la voglia di fare niente.
Resto a guardare il soffitto blu della mia stanza, ascoltando l'acchiappasogni suonare ad ogni soffio di vento. Sbattendo le palpebre, come per cancellare. E tra la luce e il buio, ti vedo. Ti guardo. Sorridere come sai fare, camminare, parlare, gesticolare.
Rivedo i tuoi occhi dietro al vetro, ieri pomeriggio, in macchina con qualcuno che non sono io. Rivedo la tua mano che si agita in un saluto, e nei tuoi occhi un'espressione che non riesco a decifrare.
Rivedo tutti i fotogrammi che raccolgo, come conchiglie preziose. Come gioielli di vetro, che ad ogni mio minimo movimento rischiano di frantumarsi. Per sempre.
giovedì 5 luglio 2007
86
mercoledì 4 luglio 2007
85
martedì 26 giugno 2007
84
sabato 16 giugno 2007
83
mercoledì 13 giugno 2007
82
Daria e Marta sono sedute ai soliti posti, io compio gli stessi gesti, faccio gli stessi passi, lo stesso percorso per arrivare in tempo ad una lezione. Ho in testa segnali di pericolo e roba da mettere in valigia. Continuo a fare sogni irrequieti, strani, che mi portano al passato. Ho bisogno di ridere tanto, così forte da dimenticare. I rumori della festa qui vicino mi accompagnano ogni sera mentre mi addormento. Io sono lontana da questa festa, mi tiro indietro con cautela, intimorita dai rumori, dal frastuono, evasiva e indifferente al caos, alla disperazione di provincia. Voglio un'emozione, un'emozione forte.
lunedì 11 giugno 2007
81
Mi hanno fatto tenerezza le tue unghie tormentate di insicurezza, le tue dita lunghe che sotto la pioggia portano il mio volante nella giusta direzione, le tue dita che scartano una caramella all'arancia rossa, al limone, alla mora. La tua t-shirt era a righe anche oggi, righe bianche e righe miele; ti ho detto che parto, ma non hai detto niente. Oggi per caso ho notato che hai un anello all'anulare della mano sinistra. Come puoi vivere a testa in giù?
domenica 10 giugno 2007
80
venerdì 8 giugno 2007
79
Una cena stupida fatta di poche risate e il racconto di qualche mese in Russia. Un bicchiere di vino rosso come non capitava da tanto, e il continuare a controllare la posta elettronica (se esiste ancora qualcuno che la chiama così), in attesa che mi dicano qualcosa. Piove da giorni interi, forte, tanto da costringermi a mettere una coperta in più sotto le lenzuola. Tra meno di
dieci giorni parto per Londra e non so cosa mettere in valigia. Ho deciso di perdermi, proprio come mi hanno consigliato quelli che l'hanno vista almeno una volta. Prendere una cartina e buttarla nel primo cestino che capita, per non ritrovare la strada. C'era una specie di canzone di Morgan che diceva così, vero?
sabato 2 giugno 2007
78
venerdì 1 giugno 2007
77
giovedì 31 maggio 2007
76
mercoledì 30 maggio 2007
75
martedì 29 maggio 2007
75
Ho Luna nelle orecchie e fresco che entra dalla finestra. Piove da tre giorni e le lacrime di Silvia sono come tanti pugnali. Guido sotto la pioggia e spero di frenare in tempo. Spero di frenare in tempo per tutto quello che riguarda la mia vita adesso, spero di mettere uno stop a tutto quello che non va. Non voglio più vedere certe facce, non voglio più dovermi alzare. E vedo te, io e te, niente conta in fondo.
giovedì 24 maggio 2007
74
domenica 20 maggio 2007
73
Continuo a non sentire niente. Sull'autobus la gente mi si struscia addosso e io non sopporto il loro tocco, non sopporto più niente, non voglio parlare con nessuno. Quest'aria dolce mi fa stare bene, al punto di arrivare alle lacrime. C'è un oodore di rosa bianca che mi metto ad annusare nel tornare a casa. Sull'autobus un ragazzo afferra un fastidioso apposito sostegno. E' ad un palmo dal mio viso. La sua è una mano bellissima, dita affusolate, bianche, unghie quasi perfette. Mi viene un'improvvisa voglia di strusciarmi contro quella mano, di strusciarci la guancia, di farmi accarezzare. Di farmi toccare, come Paolo oggi pomeriggio al posto di guida. studio Hegel aperto a pagina 432, le tue tesi e le sue antitesi, e tu non ci sei.
giovedì 17 maggio 2007
72
Ho acceso una macchina per la prima volta in vita mia. Mattia ha scelto un anello per Silvia, e non credo che mi dimenticherò mai la luce che hanno fatto i suoi occhi in gioielleria. C'è un cielo di piombo che minaccia pioggia e questa pioggia non arriva. Tra i segnali rossi di pericolo mi muovo piena di paura. Oggi ho sentito il cuore dopo tanto tempo.
lunedì 14 maggio 2007
71
La stanza 309 aveva la finestra aperta su una fabbrica con scritto Kimbo e Fracchia. Un tipo ci ha offerto il pranzo seduti fuori da un bar ottocentesco, Ammaniti ha parlato del suo nuovo libro, A. mi ha regalato due libri di Bulgakov. Il museo del cinema di Torino è qualcosa che non so spiegare, mozza il fiato. Abbiamo preso un autobus notturno e Silvia ad occhi lucidi è rimasta seduta vicino a me. Questo tempo che scivola sembrerà sempre non abbastanza, sembrerà sempre di stentare, per non arrivare mai.
giovedì 10 maggio 2007
70
Il dolore è una ferita che si porta addosso e ognuno sa quanto fa male la sua, come questa che ho sul dito, completamente scoperta a ogni nuova infezione. Vedo la carne distaccarsi dal resto e penso che tutto mi sta entrando dentro, germi, tristezza e la valigia pronta per essere portata via.
mercoledì 9 maggio 2007
69
Ho diecimila angoli blu nella testa e una strana attitudine al ridere. Leggo Gli Indiffereniti di Moravia abbandonata sulla poltrona, in attesa delle cinque per andare a fare la visita medica per la patente. Ho guardato un documentario sulla vita di Byron in televisione. Il medico mi dice "Copriti un occhio" e mi fa leggere le lettere. Ho dieci decimi. Vedo tutto. Mi telefoni e dici che tua madre è morta, io non so che dire. Ieri cercando di cucinare i pomodori mi sono tagliata il dito col coltello, un attimo e sarebbe finito giù, nell'insalatiera.
venerdì 4 maggio 2007
domenica 29 aprile 2007
67
(La tua camicia, il suo colletto, le tue spalle sotto la maglia e le tue scapole che escono, 10+9 fa 19 e 2+5+12 fa sempre 19.) Ho una serie di dati ordinatamente tenuti nella mia testa, 10+9 fa 19, lunedì la scuola guida resterà chiusa, venerdì devo ricordarmi di domandare cosa chiede a letteratura, devo scrivere, correre a fare la doccia, devo ricordarmi di passare in libreria, ho diciotto anni, il telefono non squilla, il diciassette giugno parto per Londra da sola.
venerdì 27 aprile 2007
66
Metto le mani in tasca ed esco. Anche se c'è sole tira lo stesso il vento, e Sabrina mi si avvicina e sorride, parliamo e poi le prende il singhiozzo. Penso al ragazzo seduto davanti a me questo pomeriggio, che stava seduto in quel modo, col suo viso, e ogni tanto mi guardava mentre ascoltavo Map of your head. Lui era proprio così, proprio come quella canzone.
mercoledì 18 aprile 2007
65
mercoledì 11 aprile 2007
65
venerdì 9 marzo 2007
64
Il mondo sembra una carcassa fuori dai finestrini degli autobus, e il sole mi commuove fino a farmi piangere.
Tornando a casa ho ripensato a quando hai dato un nome al mio neo prima che mi svestissi per entrare nella doccia e hai detto "p come porta o c come chiave, perchè bisogna passare di lì, per."