martedì 26 giugno 2007
84
Quando sono salita in macchina il sedile aveva il calore del tuo corpo, il sangue aveva scaldato quel posto come un nido, l'ho pensato sorridendo mentre regolavo gli specchietti, come al solito avvicinavo troppo il sedile ai pedali. Io e te ci mangiamo le unghie nervosi, tutti e due allo sfinimento, l'ho notato dalla prima volta che ti ho visto. Tu avevi addosso un paio di pantaloni corti, che ti lasciavano scoperte le gambe, un paio di calzoni a quadretti. Ti ho raccontato della pioggia di Londra e tu mi hai detto che ci vediamo martedì. Vorrei lasciarti un segno di me, ma tutte le volte lascio perdere.
sabato 16 giugno 2007
83
Cose che ho fatto ultimamente oppure oggi: ho guidato e riso con Fausto; ho iniziato e quasi finito la valigia per Londra (ancora domani e poi sarà domenica); ho bevuto un milkshake sola nel parco della stazione leggendo De Cataldo; ho scattato una foto a me stessa in blu; ho scritto gli indirizzi per le cartoline che manderò, e risposto - senza motivo, o quasi - male a Sara, perchè tutta quell'euforia mi dava fastidio. Ho un livido su una gamba, perchè non sono mai stata capace di fare una cosa simile senza conseguenze. Ho urlato, ma a voce bassa, quindi non conta. Ho bevuto un po', ma inutile ricordarsene. Ho messo la testa sotto il getto dell'acqua gelida e ho sentito il sangue affluire lentamente.
mercoledì 13 giugno 2007
82
Daria e Marta sono sedute ai soliti posti, io compio gli stessi gesti, faccio gli stessi passi, lo stesso percorso per arrivare in tempo ad una lezione. Ho in testa segnali di pericolo e roba da mettere in valigia. Continuo a fare sogni irrequieti, strani, che mi portano al passato. Ho bisogno di ridere tanto, così forte da dimenticare. I rumori della festa qui vicino mi accompagnano ogni sera mentre mi addormento. Io sono lontana da questa festa, mi tiro indietro con cautela, intimorita dai rumori, dal frastuono, evasiva e indifferente al caos, alla disperazione di provincia. Voglio un'emozione, un'emozione forte.
lunedì 11 giugno 2007
81
Mi hanno fatto tenerezza le tue unghie tormentate di insicurezza, le tue dita lunghe che sotto la pioggia portano il mio volante nella giusta direzione, le tue dita che scartano una caramella all'arancia rossa, al limone, alla mora. La tua t-shirt era a righe anche oggi, righe bianche e righe miele; ti ho detto che parto, ma non hai detto niente. Oggi per caso ho notato che hai un anello all'anulare della mano sinistra. Come puoi vivere a testa in giù?
domenica 10 giugno 2007
80
Ho un cielo di cartapesta come uno spettacolo pirotecnico al quale assistere, e due pipistrelli che giocano a rincorrersi tra i rami di queste sere sfilacciate, amare come ciliegie colte presto. Lunedì è il giorno delle streghe. Lunedì voglio baciarti e chiedere a Mauro come mai s'è tagliato i capelli così corti. Fanno un disegno strano come un tatuaggio tribale. Oggi ho fatto la prima guida con mio padre in un parcheggio di un rivenditore di mobili con lo sconto del 70%. In casa sua è pieno di post it gialli attaccati ovunque, abbiamo cenato coi pomodori che sapevano di giugno. Non ho voglia di partire.
venerdì 8 giugno 2007
79
Una cena stupida fatta di poche risate e il racconto di qualche mese in Russia. Un bicchiere di vino rosso come non capitava da tanto, e il continuare a controllare la posta elettronica (se esiste ancora qualcuno che la chiama così), in attesa che mi dicano qualcosa. Piove da giorni interi, forte, tanto da costringermi a mettere una coperta in più sotto le lenzuola. Tra meno di
dieci giorni parto per Londra e non so cosa mettere in valigia. Ho deciso di perdermi, proprio come mi hanno consigliato quelli che l'hanno vista almeno una volta. Prendere una cartina e buttarla nel primo cestino che capita, per non ritrovare la strada. C'era una specie di canzone di Morgan che diceva così, vero?
sabato 2 giugno 2007
78
Questa costante sensazione di angoscia e di nervosismo mi sta accartocciando come una foglia e non posso farci niente. Testarda continuo a fingere di distrarmi, a sentire i morsi di una fame nervosa. Continuo a fare test di guida, a bere tè bollente, a vedere film, ad ascoltare questa canzone che lui mi ha mandato, con un sorriso e un saluto veloce, un trovarsi per raccontarci di quanto ci sia piaciuto questo film. Vorrei vederlo insieme a te, un giorno, e dormire tra le braccia di qualcuno che voglia stringermi, oggi i miei capelli erano così belli, lucenti e morbidi sul cuscino. Una banconota da cinquanta poggiata sul mio comodino, che un vento leggero fa volare via, come gli sguardi, come la nostalgia. Niente è in equilibrio, tutto è in bilico, precario come questi sorrisi, questi stati d'animo leggeri, come scrollarsi le spalle. Fingo, fingo continuamente di andare col vento e di essere tranquilla, e questa noia che fa spazio ai pensieri non mi aiuta, non aiuta a dimenticare. Non c'è distrazione dal silenzio, è come stare seduti al centro dei propri pensieri, circondati dalle proprie sensazioni. Frammenti, fotogrammi, pezzi di pellicola, negativi di fotografie.
venerdì 1 giugno 2007
77
Penso a diverse cose: a Nietzsche, a Mauro che deve arrivare, a Debora che ha perso una lente a contatto. E a quello che sta pensando lui nel guardarmi di soppiatto, e a questa caccia all'osso che facciamo silenziosi. Marco spiega quand'è che la patente può essere revocata. Io prendo appunti con la matita, rido con Sabrina. C'è questa signora spagnola che oggi ha la prima guida e sta scoppiando temporale. Alle quattro pioveea dirotto e io resto ad aspettare che tutto finisca. Mauro è entrato, in ritardo pauroso: non ha fatto un sorriso, ha salutato e non ha detto altro per tutto il tempo. All'uscita ridiamo per via di Marcello, Mauro scappa via sul suo motorino. Non ho ancora capito dove vada con questa fretta.
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