sabato 28 maggio 2011

226: vaniglia

vorrei che tu mi invitassi al cinema e avere un vestito abbastanza lungo da coprirmi le ginocchia e non vergognarmi delle vene che si vedono, della pelle bianca, del fatto che non so sorridere. quando dicono che per volere bene a qualcuno dovresti pensare se finiresti mai insieme a suddetto qualcuno una vaschetta di gelato, penso a ieri quando volevo dirti che sarebbe bello entrare in una gelateria e fare a pallate. pensavo al gusto fragola, ma ero evidentemente trasportata da una canzone. a me in generale il gusto fragola non piace. nemmeno il gusto limone e le persone che per dire sì ci mettono più di tre secondi. non mi piacciono i logici e i matematici e le cose razionali, non mi piacciono i cetrioli e tante altre cose tra cui i tempi dilatati, le negazioni, il trattenersi e le righe verticali. non mi piace quando non ci sei. non mi piace nemmeno quando il treno fa ritardo, o le persone mi guardano i piedi, o gli occhi che si infilano nel camerino proprio dove la tenda si è un po' aperta; lo sguardo di disapprovazione della commessa per la biancheria che porti e le commesse magre nei negozi di taglie forti o le cose assurde del mondo, tipo i sandali con i calzini, la gente a cui non piacciono paolo nori e calvino e mi fa ridere pensare che tu sia una di queste. (ho dimenticato di dire che non mi piacciono nemmeno le persone che trovano triste, o noioso, o banale o sopravvalutato il sesso. non credo di potermi abituare a questo concetto, diversamente dai precedenti.) 

giovedì 19 maggio 2011

225: we are floating in space

le tue cose, animella, dovrebbero rimanere in fondo ai pozzi come i segreti o i cadaveri dei bambini, dovremmo parlarci anche noi per trasmissioni televisive e fare a cazzotti come i presentatori o gli opinionisti e quanto sale sui capelli che ti manderei, se ti penso ancora camminare come uno stecco sul marciapiede vicino alla stazione, con la tua mano sicura e il tuo naso come tutto l'interland milanese. smog dentro le narici dei giorni per dimenticare i tuoi pacchetti e i tuoi regali, la scatola dei ricordi che esonda e tu che purtroppo non torni mai da dove sei venuta. 

 broken heart, spiritualized