martedì 27 giugno 2006
30
domenica 18 giugno 2006
29
Viaggiamo in riva al lago con il vento che ci scompiglia i capelli. Vorrei restare tutta la vita così senza chiedere altro. Ci fermiamo solo per fotografare una famiglia di anatre e poi andiamo ai chioschi. Finalmente è giugno e ci infiliamo nella prima pizzeria, per prendere un bicchiere di vino con le bollicine mentre aspettiamo le pizze calde da portare via. La mattina dopo mangiamo in mezzo ai fiori e lei è sovrappensiero. Andiamo in motorino, tutte e due. La sera ci sono i piatti fatti, l’insalata di riso e il caffè prima della partita. Lei mi prende la mano, sotto al tavolo, e la stringe forte. Ci è venuta l'idea di fare gli spaghetti alle tre di mattina, mentre lei disegnava cuoricini sul tovagliolo di carta.
Quando ci siamo salutate ha fatto finta di piangere.
martedì 13 giugno 2006
28
Domenica la voglia di alzarmi è praticamente minima. Tu non mi rivolgi nemmeno lo sguardo, resti lì a giocare coi tuoi capelli, alzi una manica della maglietta e mi dai la panoramica di tutti i nei della tua spalla. Esiste un modo per rubarti quei nei? Stavo pensando a come sarebbe sciogliere una di queste pasticche per la lavastoviglie in mezzo bicchiere d’acqua. Ho ragione a pensare che tutto andrà per il meglio. Lunedì, in Piazza Grimana, le sue mani tremano. Mi addormento in mutande sulle lenzuola.
giovedì 8 giugno 2006
27
Il ragno che era in cima alla doccia cadrà dalla sua ragnatela mentre mi starò lavando e io farò un urlo fortissimo. Eppure tutto questo è solamente uno sfoggio di perline. Giriamo per le strade del centro piene di vento, in giro per negozi a ridere dei prezzi troppo alti e farci gli scherzi. Aspettiamo un autobus che non arriva mai. Torna da me, o i pensieri torneranno a divorarmi. Mi fa male tutto.
lunedì 5 giugno 2006
26
Cado in un sonno profondo in autobus, coi Pixies nelle orecchie. Rimango tutto il giorno a letto, pensando alle cose più banali. Alle frasi sottolineate dentro i libri, agli alberi mentre torno a casa.
domenica 4 giugno 2006
25
Le risate con lei sono proprio come quell'interruttore che fa spengere e riaccendere. Aspetto la pioggia che non arriva mai, è sabato e tutto va bene, tutto va bene come sempre. Annaffio i fiori mentre fa freddo, poi sto sulla poltrona, nella mia maglietta a maniche lunghe. I capelli sciolti, solo per oggi. E' sabato e la città si sfoga. Ci sono due ragazzi che tentano di rimorchiarci sulle scale del Duomo, sotto questo cielo grigio. Hanno le sciarpe biancoverdi, i i sorrisi e gli occhi azzurri sopra le guance rosse avvinazzate. Lei mi tocca la gamba per chiedermi di andare via. Parliamo sotto la torre, sotto all'olivo, con la birra in mano, poi al parco lei fa la guardia mentre faccio pipì. Qui dietro c'è gente coi cucchiaini a sciogliere la roba. Sogno l'intervento e mi sveglio spettinata.
giovedì 1 giugno 2006
24
Ultimamente mi sembra di ragionare per fotogrammi. Torno a casa sull'autobus di giovedì pomeriggio. Fuori piove. Il vento freddo che ci sferza la faccia e le ginocchia. Il tempo sembra solamente un altro indizio. Mi ammorbidisco e respiro, mi immergo nell’acqua. Credo di essere passata di livello, anche se devo ancora scrivere milioni e milioni di parole su di te e sulla tua voce.