martedì 22 aprile 2008

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Ho pensato che se tu fossi un maglione, oggi, ti metterei di corsa addosso. Io e il professore camminiamo fin verso il cancello, mentre lo chiamo per nome. E lui che dice che siamo ancora asimmetrici, per potercelo permettere. Fuori piove. Forte. Tu non parli, c'è silenzio. Mi viene voglia di telefonarti, per raccontarti questa gioia insana dentro, che tra due o tre ore nemmeno mi ricorderò. Bendami, e lasciami in mezzo al treno. 

sabato 19 aprile 2008

123


Canto in un giardino per te, che dici che la musica che ascolto non si può sentire. Il sole trapassa gli olivi e Debora  mi abbraccia forte fino a che fa male sul serio. Siamo uscite alle undici e siamo andate al parco con la mia macchina. Protesti perché non si devono strappare le margherite e parli di Stefano. Sono seduta al sole che brucia e non trovo le parole per dire niente. Le cose più semplici, e quelle più complesse. Io e te abbiamo la circolazione dei piedi che è una merda.

martedì 15 aprile 2008

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Vivi nel mio stomaco e per qualche ragione strana e sicuramente stupida da lì ti vedi il panorama; assaggia se è buono questo the. Sara cerca la demo di Diego, che non trova più. Davide canta abito al limite della follia e io con lui, lo seguo. Debora ride con me, al penultimo banco. Ale parla, parla. Mi accarezzo il pancreas e il fegato, ho bisogno di capire dov'è che ti sei seduto, steso, comodo, ad occhi chiusi, con la tua matita in mano a scrivermi addosso, così che posso sentirti solamente da dentro. Ti accendo il phono in faccia, ti spacco il letto.