lunedì 15 ottobre 2007

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E' quasi finito anche ottobre e ho le mani gelate. Non posso appoggiarle sul tuo ventre, non posso ascoltarti che scatti o che ti lamenti per i brividi, e distante da te sterminati chilometri cerco di ritrovarti nella cera e nello stoppino di questa candela bianca che brucia, ricordandomi della prima notte che abbiamo dormito insieme. Il sole disorganizza i miei pensieri. Ho guardato il cielo seduta da sola su una panchina, oggi, pensando che fosse di un azzurro potente; ho respirato la tua assenza pensando ai momenti che trascorro con te. I minuti scivolano, le ore si dissolvono come polvere. Quando stiamo lontani non esiste universo, non esiste niente, non esistono i colori e le chiome degli alberi. Non esisto io. Vivo in un universo di sguardi obliqui, diffidenti. Vivo vestita delle tue parole, così semplici, candide, ordinate.

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