giovedì 29 maggio 2008

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Mi sembra di essere caduta in un prato coperto di neve. Adesso sono tutta bianca, i fiocchi cadono sopra di me, fino a che non mi seppelliscono, e io scompaio. All'interrogazione su Schiele ho preso nove e le tue parole sono come questo sangue rosso, sono sassi e questa pioggia che sgocciola sui vetri. Studio Allende a mezzanotte, e le tue parole sono come quest'espressione nevrotica, sbigottita; come il cespuglio nero di questo pube triste, come questa matita dalla mina fragile, come la strada dove cammino, come quest'acqua calda, come il rumore di questi grilli. Mentre mi guardo le gambe, mi accarezzo le ginocchia, noto un po' di cellulite stupida, le more rosse lasciate dalla lametta. 

sabato 17 maggio 2008

127

Finirò per dimenticare che sono stata la tua amante nella tua casa da intellettuale, come mi hai toccato i capelli mentre me li asciugavi col phon mentre ero inginocchiata davanti a te. Guardo le fotografie e c'è Manuel che ride avvolto nella bandiera del Torino. Dove sei tu, con il tuo modo di essere rompicoglioni e dove sono le nostre risate e i nostri discorsi sull'erba e guardare le stelle e fare l'amore senza orgasmi che però era bello uguale, e perchè questo letto è vuoto, e perchè non riesco più a dormire, e perchè questa pancia fa così male.

mercoledì 7 maggio 2008

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Infondo anche l'amore è un sovrappensiero. Mi viene un magone talmente grande che preferisco andare a letto e bruciare tutto il pomeriggio. Mi strozzo col filo del telefono e piango mentre guardo Mai dire Martedì (che teoricamente dovrebbe far ridere). E mentre studio Verlaine ti penso. I nostri sorrisi son durati dieci minuti, e per cancellarli ci vorranno dieci mesi. Funziona sempre così.

lunedì 5 maggio 2008

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Proust da leggere sul comodino e dispense da studiare. Andrea continua a telefonare e non rispondo, mi va di dormire tra le mie lenzuola rosse a cuori bianchi, adesso penso che in qualche modo certe lenzuola si assomigliano, ciglia nere. Faccio una fotografia alle tortore sui lampioni, ma è venuta male. Non mi è mai capitato di innamorarmi di un uomo attento. Realisticamente: forse non ho mai amato nessun vero uomo. Tu mi regali i fiori, ma cosa mi regali, che poi tanto non ti posso amare, che poi tanto non ti amo, e te l'ho detto mesi fa al cinema, e te l'ho ripetuto sempre, estate e primavera, e avevamo anche il cappotto, quella volta, e io guardavo Simone invece che te.  Mi piacciono i baci sulle orecchie, mi piace chi mi tocca il collo, mi piace ripetermi in testa la frase che ha detto Massimo ad Ale ("Quando avevo i capelli lunghi dicevo sempre che chi li toccava si innamorava di me, perché sono una mia cosa intima"). Che parte del piumone, azzurro o blu?