Mi sembra di essere caduta in un prato coperto di neve. Adesso sono tutta bianca, i fiocchi cadono sopra di me, fino a che non mi seppelliscono, e io scompaio. All'interrogazione su Schiele ho preso nove e le tue parole sono come questo sangue rosso, sono sassi e questa pioggia che sgocciola sui vetri. Studio Allende a mezzanotte, e le tue parole sono come quest'espressione nevrotica, sbigottita; come il cespuglio nero di questo pube triste, come questa matita dalla mina fragile, come la strada dove cammino, come quest'acqua calda, come il rumore di questi grilli. Mentre mi guardo le gambe, mi accarezzo le ginocchia, noto un po' di cellulite stupida, le more rosse lasciate dalla lametta.
giovedì 29 maggio 2008
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