I confini sono labili. Per districare le lenzuola accartocciate non basta rifare il letto tre volte. I dischi regalati mi fanno ridere, come la pioggia che arriccia i capelli. Io non capisco i trucchetti di magia. Giovanni ha rischiato di cadermi in braccio sette o otto volte. Ad un certo punto mi confondo e non riesco più a distinguere quali sono i miei spazi e i tuoi, sotto il piumone azzurro, verde e viola. Tu pianti le tue ginocchia sui miei reni ed è la cosa più dolce che mi abbiano mai fatto durante gli ultimi mesi. Ad un certo punto il sole delle quattro è diventato il sole delle due e guidi piano cantando Canzone di non amore e quando la sera ritorno a casa non ho neanche voglia di parlare tu non guardarmi con quella tenerezza come fossi un bambino che ritorna deluso.
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