Se esiste sul serio qualcosa di buono, l’ho trovato questi giorni. E’ nella casa della zia prima che lei se ne vada, alle due di pomeriggio, con la sua valigia pronta. Mare per tre giorni e già profumo di sabbia. E’ nelle mie gambe. Io dormo in penombra, e non vado a scuola perché voglio stare lontana. Faccio un caffé per lei, poco prima di studiare fisica. Mi chiede di tagliare i pomodori e le pere, mi sorride, prende il coltello che taglia di meno. Arriva R. che apre il vino, mi dà un bacio un po’ più lungo del previsto. Mi chiama mia madre, dice che mi devo operare. Mi esce sangue dal naso, ma sto bene.
mercoledì 31 maggio 2006
23
Se esiste sul serio qualcosa di buono, l’ho trovato questi giorni. E’ nella casa della zia prima che lei se ne vada, alle due di pomeriggio, con la sua valigia pronta. Mare per tre giorni e già profumo di sabbia. E’ nelle mie gambe. Io dormo in penombra, e non vado a scuola perché voglio stare lontana. Faccio un caffé per lei, poco prima di studiare fisica. Mi chiede di tagliare i pomodori e le pere, mi sorride, prende il coltello che taglia di meno. Arriva R. che apre il vino, mi dà un bacio un po’ più lungo del previsto. Mi chiama mia madre, dice che mi devo operare. Mi esce sangue dal naso, ma sto bene.
domenica 28 maggio 2006
22
Siamo stati seduti sull'erba a guardare gli aerei in cielo con le frecce tricolori. Abbiamo seguito il gioco della pentolaccia. Io e lui ridiamo e incitiamo contenti la pentola che si rompe. Ci voltiamo contemporaneamente, nascondendo il viso tra le mani, per non farci sommergere dalla sabbia.
mercoledì 10 maggio 2006
21
Non mi ricordo più niente, a parte i suoi pantaloni a quadretti. Rimetto in bocca le giornate avanti, quando lui è arrivato con la sua cravatta verde a pallini. Tra poco mi alzerò. Mi dicono di pensare a qualcos'altro, e il primo pensiero che mi viene sei tu. Rido con le lacrime. Ho un cerotto sulla gola che mi soffoca la pelle, colla e materiale oscuro attaccati a me come una sanguisuga. Mi va di mangiare una pizza, mentre aspetto il temporale che non viene. Quando arriva mia madre, mi tocca leggermente una scarpa per farmi cenno di sedersi accanto a lei. Piove e saluto una Cinquecento color senape che mi passa accanto. Sto appoggiata su un braccio con la maglia a righe e i capelli in disordine. Mi sento tranquilla. Vado a letto senza vestiti, mi sembra di essere più leggera.
sabato 6 maggio 2006
20
Ho gli occhi fissi e arrugginiti sul sito delle ferrovie. Ci sono certe cose dell’anatomia umana che mi stupiscono ogni volta: l'adrenalina è una di queste. Barbara ha scritto quel pezzo che parla dell’essere felici, mi rendo conto che perde colore. Scritto con un gesso verde, e il verde è la speranza, ma ha motivo di essere lì? Se sì, quale? Mi ci addormento davanti tutte le notti e ancora non riesco a ricordarla. Perché fondamentalmente è un concetto stupido, che scivola via, come il Boccaccio o la configurazione elettronica del litio. L'altra sera ho avuto voglia di fare l'amore con R. Quando si è versato il Montenegro sui jeans e mi ha sorriso in quel modo mentre si infilava la mano dentro i pantaloni per tamponare il bagnato, mi ha guardato. Certe volte lo trovo che legge sul divano di casa e siamo soli in salotto, lui mi mette la mano sul fianco e dà una stretta quasi impercettibile. In casa stiamo così stretti da non poter quasi mangiare, ma va bene. Spesso vorrei la magia di quegli odori che ci univano al cielo.
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