mercoledì 10 maggio 2006
21
Non mi ricordo più niente, a parte i suoi pantaloni a quadretti. Rimetto in bocca le giornate avanti, quando lui è arrivato con la sua cravatta verde a pallini. Tra poco mi alzerò. Mi dicono di pensare a qualcos'altro, e il primo pensiero che mi viene sei tu. Rido con le lacrime. Ho un cerotto sulla gola che mi soffoca la pelle, colla e materiale oscuro attaccati a me come una sanguisuga. Mi va di mangiare una pizza, mentre aspetto il temporale che non viene. Quando arriva mia madre, mi tocca leggermente una scarpa per farmi cenno di sedersi accanto a lei. Piove e saluto una Cinquecento color senape che mi passa accanto. Sto appoggiata su un braccio con la maglia a righe e i capelli in disordine. Mi sento tranquilla. Vado a letto senza vestiti, mi sembra di essere più leggera.
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