lunedì 24 luglio 2006

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Una volta ho pensato di portarmi dietro la macchietta fotografica per fare foto a tutte le cose che mi colpivano. Oggi c'erano due ragazze rasta bellissime, stavano sedute davanti a me e una truccava l'altra, tracciava le sopracciglia con precisione maniacale e l'altra si agitava sotto al tratto della matita marrone. Una volta ho visto un vecchio che accarezzava un gatto tutto nero e quello che alzava la coda per catturare meglio le attenzioni. Ho continuato a bere acqua di frigo e ho preso il libro di De Carlo, rubato dalla libreria. Penso alle tue cosce e alle tue gambe come palafitte - alte, lunghe. Hai ancora centimetri di me da accarezzare.

2 commenti:

  1. Forse è vero che non si capisce quasi nulla.

    Forse sì, come dicevi prima.

    Ma si capisce quello che provi. Questi frammenti che scrivi, sono te. E io ti vedo, lì in mezzo.

    E quello che vedo, splende.

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  2. mi lasci sempre senza parole.


    attenta, accresci il mio ego :asd:

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