mercoledì 14 novembre 2007

112


I pesci dormono. Ho guardato a lungo la pioggia sul vetro, mentre tornavo a casa. Le Converse si stanno scollando dalla gomma e sono completamente fradice di pioggia. Ci sono ferite piccole, che non disturbano nessuno. Si aprono e sanguinano ogni giorno, ogni secondo, ma non parlano. Se ne stanno lì, a non chiedere niente. Le cose diventano preziose e intense quando si allontanano, così come le persone. Si riescono a vedere contorni ed essenze solo quando queste cose si perdono, come lacci che si slegano dai polsi. Come te che ballavi, un giorno, bellissimo. Come noi che ridevamo e le risate rimbalzavano contro il cielo gravido di stelle, che non doveva chiedere niente a nessuno, come il fumo della tua sigaretta o come la mia penna, che prima era brillante e sapeva scrivere, mentre adesso scrive il niente, ed è diventata muta.

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