lunedì 23 giugno 2008

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Queste foglie ti sarebbero piaciute da matti, e penso alla linea della tua schiena, a tutte le cose che ardono. Alle persone che non mi parlano più, e quant'è bella Debora seduta sul prato mentre parla con me e con Lorenzo, mentre  parliamo in francese e io succhio un gelato, il primo della stagione. Sento sulla lingua il sapore della panna che si scioglie, come il ricordo di te. Lei mi scrive Sei una stupida, Gaia, una stupida e io ti amo e vorrei solo piangere, piangere tanto, ridere tanto, piangere e ridere fino a soffocare.

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