domenica 27 febbraio 2011

223: niente

così scuoterò le fronde come un altro inverno come i tuoi capelli lunghissimi che quel pomeriggio sul prato stavano raccolti e immobili, reazionari, quei capelli, come le dita fredde che escono dal cappotto alle quali attacco ancora un laccio ancora uno coi violini e le corde del mi cantino che andrai a ricomprare tutte le volte che ti verrò in mente e tutte le volte che vieni in mente a me come quando giocavamo a memory da bambini e mancava sempre qualche carta. così scuoterò le fronde come i guelfi e i ghibellini nelle battaglie per tornare, nella neve e nelle biblioteche, quando mi accorgo che sto trattenendo il fiato, quando fai cadere i giorni, tu fai pure cadere i giorni, tu fai cadere i giorni per sempre e sempre, facci coprire pure i piedi dalla neve, facci coprire i piedi, fai pure cadere i giorni. 

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