giovedì 20 ottobre 2011

235: capireria


ma se fossimo sempre docili, docili, se fossimo sempre impasticcati e mansueti, se le autostrade fossero degli scivoli, se questa distanza fosse il metro di un sarto che accorcia i centimetri per ogni volta che ti penso - se questa città fosse un'altra città ma allo stesso tempo sempre questa, con le sue finestre che non sono di nessuno, con le mura da leccare che però non sono di liquirizia; se queste premesse fossero le regole del risiko e tu ogni tanto fossi qui e io con una manata potessi togliere tutte le pedine e farti sedere sul tavolo, se tutte le piccole pazzie quotidiane si potessero mettere dentro un pentolino che bolle su un fuoco piccolo, in un appartamento senza finestre, con un letto grande e tu -tipo- senza vestiti e senza paranoie, ecco: secondo me non mi verrebbe più da piangere. e anche se potessi portarti i perturbazione sotto casa che ripetono se solo ci potessimo incontrare. se giocassimo col dolore senza risentirne affatto allora saremmo noi i draghi e non gli aghi, allora sarebbero nostre le sciabole e non i coltellini; io sarei un cavaliere con una corona che spara chiodi a tutti i miei nemici e ti canterei allegramente le canzoni dei nirvana in una maniera che non hanno cantato mai nemmeno loro. se io potessi dire tutto usando solo le parole di quella canzone che dice: tutto quello che volevo era essere la tua spina dorsale. 

mercoledì 19 ottobre 2011

234: scordiamoci di attendere


sento per te quello che i semi sentono per la terra quando vengono gettati alla cazzo nei campi per crescere come alberi: con un po' di fortuna diventeremo un bosco e potrai tutti gli alberi del giardino che c'è sotto l'elastico dei miei slip. (vinicio capossela che canta parla piano è una delle cose che mi fanno più pensare a te.)

mercoledì 12 ottobre 2011

233: saldàti

ma tutte le cose belle scivolano, scivolano, ma tutte le cose belle passano, passano e si dimenticano, come le sole ore di caldo al giorno in ottobre, nessuno ci fa caso, come le tenerezze e l'alfabeto al contrario. sarebbe bello, ogni tanto, tirare fuori un coltello da macellaio e setterla di sfidare i draghi col coltellino svizzero. 
(puoi scriverci una canzone, adesso.) 

venerdì 7 ottobre 2011

232: can you and me remain?

così tutte le parole che hai detto a qualcuno sarebbero le mie e la lingua sarebbe come lo scotch quando lo tiri, che stacchi il pezzo che t'interessa - così farmi innamorare di màrquez non è stata una grande idea, remedios nella taciturna respirazione delle rose e le crisi epilettiche sbaveranno sulle nostre risate, faremo balsami di saliva e tremori di muscoli, ci farà male la lingua a forza di morderci e di parlare, poi saliremo sul tetto e come in quel film lasceremo volare via le nostre aquile fidate, le nostre aquile con gli artigli tagliati male. spero che nevichi solo quando saremo insieme, la pioggia mi sembra un'adeguata soluzione, come quando i tuoi silenzi mi mettono in punizione per qualcosa che non capisco. ridi, te ne prego. giochiamo a burraco in giardino. facciamo il bagno di notte, nudi o vestiti. guardiamo tanti film e litighiamo per il finale. facciamo la battaglia di atomi con le nostre opinioni. spaccami il culo a battaglia navale. risolviamo un cruciverba. rammendiamo una calza. facciamo legna per l'inverno. saliamo una zuppa. potiamo le cime degli alberi. accarezziamo le code dei gatti. facciamo l'amore solo nei giorni pari. andiamo a messa per ridere seduti in ultima fila. rompiamoci le uova sui capelli. stiamo senz'acqua per una settimana. leggiamoci ad alta voce l'amore ai tempi del colera. prendiamo la febbre. rotoliamo giù dalla collina. ecco l'inizio di una lista più o meno esatta delle cinquemila cose che vorrei fare con te.