Viaggiamo in riva al lago con il vento che ci scompiglia i capelli. Vorrei restare tutta la vita così senza chiedere altro. Ci fermiamo solo per fotografare una famiglia di anatre e poi andiamo ai chioschi. Finalmente è giugno e ci infiliamo nella prima pizzeria, per prendere un bicchiere di vino con le bollicine mentre aspettiamo le pizze calde da portare via. La mattina dopo mangiamo in mezzo ai fiori e lei è sovrappensiero. Andiamo in motorino, tutte e due. La sera ci sono i piatti fatti, l’insalata di riso e il caffè prima della partita. Lei mi prende la mano, sotto al tavolo, e la stringe forte. Ci è venuta l'idea di fare gli spaghetti alle tre di mattina, mentre lei disegnava cuoricini sul tovagliolo di carta.
Quando ci siamo salutate ha fatto finta di piangere.
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