lunedì 3 marzo 2008

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Non so lasciar andare. Il vento parte con uno schiaffo esagerato mentre aspetto l'autobus dall'aria viziata alla stazione. Un ragazzo mi guardava sull'autobus. Dev'essere stato perchè tenevo le labbra serrate, come se non dovesse uscire niente, proprio perchè non uscisse niente, nemmeno il respiro. Ho camminato pianissimo lungo la via verso casa. Ho messo una canzone stupida nell'aria, mi sono lasciata portare fino al portone dal vento. Ho desiderato essere cancellata dal vento. Mi stendo sul divano mentre l'acqua per la pasta bolle, piango  ma mi metto due mani davanti alla faccia: una per coprire gli occhi, una per coprire la bocca. Guido nervosa, vado a comprare le cuffie per l'mp3. Mi guardo le mani: non c'è niente, dentro. Non c'è più niente. Ti sento fumare, parli sottovoce, quasi impercettibili le tue parole nell'aria. Passa un motorino, copre le tue parole.

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