martedì 26 giugno 2007

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Quando sono salita in macchina il sedile aveva il calore del tuo corpo, il sangue aveva scaldato quel posto come un nido, l'ho pensato sorridendo mentre regolavo gli specchietti, come al solito avvicinavo troppo il sedile ai pedali. Io e te ci mangiamo le unghie nervosi, tutti e due allo sfinimento, l'ho notato dalla prima volta che ti ho visto. Tu avevi addosso un paio di pantaloni corti, che ti lasciavano scoperte le gambe, un paio di calzoni a quadretti. Ti ho raccontato della pioggia di Londra e tu mi hai detto che ci vediamo martedì. Vorrei lasciarti un segno di me, ma tutte le volte lascio perdere.

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