giovedì 31 maggio 2007
76
mercoledì 30 maggio 2007
75
martedì 29 maggio 2007
75
Ho Luna nelle orecchie e fresco che entra dalla finestra. Piove da tre giorni e le lacrime di Silvia sono come tanti pugnali. Guido sotto la pioggia e spero di frenare in tempo. Spero di frenare in tempo per tutto quello che riguarda la mia vita adesso, spero di mettere uno stop a tutto quello che non va. Non voglio più vedere certe facce, non voglio più dovermi alzare. E vedo te, io e te, niente conta in fondo.
giovedì 24 maggio 2007
74
domenica 20 maggio 2007
73
Continuo a non sentire niente. Sull'autobus la gente mi si struscia addosso e io non sopporto il loro tocco, non sopporto più niente, non voglio parlare con nessuno. Quest'aria dolce mi fa stare bene, al punto di arrivare alle lacrime. C'è un oodore di rosa bianca che mi metto ad annusare nel tornare a casa. Sull'autobus un ragazzo afferra un fastidioso apposito sostegno. E' ad un palmo dal mio viso. La sua è una mano bellissima, dita affusolate, bianche, unghie quasi perfette. Mi viene un'improvvisa voglia di strusciarmi contro quella mano, di strusciarci la guancia, di farmi accarezzare. Di farmi toccare, come Paolo oggi pomeriggio al posto di guida. studio Hegel aperto a pagina 432, le tue tesi e le sue antitesi, e tu non ci sei.
giovedì 17 maggio 2007
72
Ho acceso una macchina per la prima volta in vita mia. Mattia ha scelto un anello per Silvia, e non credo che mi dimenticherò mai la luce che hanno fatto i suoi occhi in gioielleria. C'è un cielo di piombo che minaccia pioggia e questa pioggia non arriva. Tra i segnali rossi di pericolo mi muovo piena di paura. Oggi ho sentito il cuore dopo tanto tempo.
lunedì 14 maggio 2007
71
La stanza 309 aveva la finestra aperta su una fabbrica con scritto Kimbo e Fracchia. Un tipo ci ha offerto il pranzo seduti fuori da un bar ottocentesco, Ammaniti ha parlato del suo nuovo libro, A. mi ha regalato due libri di Bulgakov. Il museo del cinema di Torino è qualcosa che non so spiegare, mozza il fiato. Abbiamo preso un autobus notturno e Silvia ad occhi lucidi è rimasta seduta vicino a me. Questo tempo che scivola sembrerà sempre non abbastanza, sembrerà sempre di stentare, per non arrivare mai.
giovedì 10 maggio 2007
70
Il dolore è una ferita che si porta addosso e ognuno sa quanto fa male la sua, come questa che ho sul dito, completamente scoperta a ogni nuova infezione. Vedo la carne distaccarsi dal resto e penso che tutto mi sta entrando dentro, germi, tristezza e la valigia pronta per essere portata via.
mercoledì 9 maggio 2007
69
Ho diecimila angoli blu nella testa e una strana attitudine al ridere. Leggo Gli Indiffereniti di Moravia abbandonata sulla poltrona, in attesa delle cinque per andare a fare la visita medica per la patente. Ho guardato un documentario sulla vita di Byron in televisione. Il medico mi dice "Copriti un occhio" e mi fa leggere le lettere. Ho dieci decimi. Vedo tutto. Mi telefoni e dici che tua madre è morta, io non so che dire. Ieri cercando di cucinare i pomodori mi sono tagliata il dito col coltello, un attimo e sarebbe finito giù, nell'insalatiera.