lunedì 14 maggio 2007

71


La stanza 309 aveva la finestra aperta su una fabbrica con scritto Kimbo e Fracchia. Un tipo ci ha offerto il pranzo seduti fuori da un bar ottocentesco, Ammaniti ha parlato del suo nuovo libro, A. mi ha regalato due libri di Bulgakov.  Il museo del cinema di Torino è qualcosa che non so spiegare, mozza il fiato. Abbiamo preso un autobus notturno e Silvia ad occhi lucidi è rimasta seduta vicino a me. Questo tempo che scivola sembrerà sempre non abbastanza, sembrerà sempre di stentare, per non arrivare mai.

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