domenica 20 maggio 2007

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Continuo a non sentire niente. Sull'autobus la gente mi si struscia addosso e io non sopporto il loro tocco, non sopporto più niente, non voglio parlare con nessuno. Quest'aria dolce mi fa stare bene, al punto di arrivare alle lacrime. C'è un oodore di rosa bianca che mi metto ad annusare nel tornare a casa. Sull'autobus un ragazzo afferra un fastidioso apposito sostegno. E' ad un palmo dal mio viso. La sua è una mano bellissima, dita affusolate, bianche, unghie quasi perfette. Mi viene un'improvvisa voglia di strusciarmi contro quella mano, di strusciarci la guancia, di farmi accarezzare. Di farmi toccare, come Paolo oggi pomeriggio al posto di guida. studio Hegel aperto a pagina 432, le tue tesi e le sue antitesi, e tu non ci sei.

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