venerdì 14 agosto 2009

110: sentimenti migliori


abbiamo trascorso un inverno intero aspettando la neve, con te che me la infilavi nel cappotto e comprando le cioccolate con gli spiccioli trovati in fondo alle tasche. non credo di poter dimenticare i viaggi chilometrici in autobus aspettando che passassero le mezz'ore e noi due nascoste sotto il portico dei carabinieri in attesa che spiova. queste sensazioni adesso mi sembrano come le pozzanghere di quel giorno d'inverno, vuote e concentriche, senza capacità di asciugarsi. ci sono ancora diverse cose che hai tenuto per te, che mi appartengono. insieme a brutte fotografie, anche cose che ti ho detto che forse non avrei dovuto dirti, eccetera. non c'è una medicina che curi tutti i tipi di raffreddore. non mi dire che dovremmo avere pazienza, non dirmi che dovremmo essere capaci di perdonare. io ho camminato per centocinquantamila volte con i vestiti troppo leggeri al centro dell'inverno, desiderando ancora essere seduta tra le poltrone rosse di un cinema a guardare film d'essai col blocco appunti per scrivere stronzate, io ho camminato milioni di volte a testa bassa senza riconoscere la gente e non c'è mai stato nessuno che mi abbia strattonato per fermarmi.
ogni tanto spengo la luce e desidero essere cancellata dal buio. ogni tanto spengo la luce e desidero essere cancellata dal buio. ogni tanto spengo ancora la luce e desidero essere cancellata da buio.




can't remember, sense of akasha

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