sabato 5 settembre 2009

119: dance dance dance


probabilmente é la verità che non diventerò mai uno scrittore - una volta qualcuno mi chiese come mai usassi il nome maschile nonostante io sia [più o meno] una donna, ma a distanza di anni continua a piacermi così, ho questa specie di godimento sessista della cosa che non é tipicamente mio ma che mi rende adeguatamente soddisfatta che é poi l'unica cosa che mi rende felice dello scrivere. il resto é uno sputare sangue. da bambina volevo fare la ballerina di danza classica. va bene, era per emulare mia sorella, ma avevo solo sei anni. alla scuola di danza mi dissero che ero troppo grassa per ballare, che non avrei mai e sottolineo mai, potuto ballare. come se loro avessero potuto immaginare cosa sarebbe successo al mio metabolismo da lì a dieci anni. il fatto che abbiano avuto ragione é un'altra questione. quando siamo tornati a casa mio padre mi ha spiegato più o meno scientificamente come mai non avrei potuto danzare: non sarei mai riuscita a stare sulle punte, perché lì si sarebbe concentrato tutto il peso, e la mia gamba era troppo pesante per il mio piede. fu un ragionamento piuttosto lineare e lo trovai sensato. non ne ho mai parlato con nessuno, ma ci ho sempre pensato, nel corso degli anni, senza un motivo particolare. non che la danza fosse la vocazione della mia vita, probabilmente era vero che stavo semplicemente facendo un capriccio; non ho mai più sofferto per aver dovuto appendere le scarpe al chiodo. c'è una sola cosa che non ho mai fatto per capriccio, e quella é: scrivere. scrivere non é una cosa divertente, uno pensa che fare lo scrittore sia una cosa figa, non immagina la responsabilità e le paranoie, l'odio, l'insoddisfazione, le manie di persecuzione, l'insicurezza e la nevrosi, che se unite ad un carattere piuttosto rinunciatario possono diventare letali. allora: fu più o meno chiaro, a sei anni, come mai non avrei potuto mai danzare nella mia vita. ma scrivere. scrivere, quello per cui tutti, in questi quasi ventun anni, mi hanno incoraggiato, illuso, e supportato, perché non deve funzionare? perché non posso riuscire a fare l'unica cosa per cui respiro? perché non ho talento, perché non ho un nome, perché sono una rapa senza sangue, perché, perché, perché, perché.



un giorno come questo, non voglio che clara

2 commenti:

  1. Tu lo sai che io ti leggo sempre?

    Ho pensato che dato che non commento decisamente non lo sai, ed ho voluto dirtelo, perchè sei poetica, e particolare, e intensa, come leggerti in thepicture, solo che qui è più intimo.

    Un bacio e grazie per le parole.


    (Lacrima.)

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  2. che bello vederti passare da qui, Lacrima! :)

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