lunedì 5 ottobre 2009

123: il grigio é un colore inalienabile


che vengano pure i controllori a controllarmi gli organi interni, dovrei andare in cancelleria a comprare nuovi quaderni e nuovi autunni, nuovi ottobri, nuovi plurarli, nuove buone intenzioni per fare a pezzi gli inverni prossimi e non stare in coda con la macchina per la fiera dei morti. ottobre é un giorno qualunque e rido se penso a quanto poco ci importava delle malattie a trasmissione sessuale, a quante volte non hai risposto alle mie telefonate, e a quando ridevi forte - quante volte, quante volte abbiamo camminato davanti alle mele caramellate, quanti giri in giostra abbiamo fatto, che a vent'anni non puoi più permetterti di voler salire. dammi i biglietti, dammi i baci, dammi le mani che spettinano i capelli, dammi i controllori sui vagoni dei treni, dammi quei viaggi deliranti all'insaputa di tutti, dammi. le poesie e l'iscrizione ai partiti, le tessere sanitarie e i tuoi colloqui al sert come fossimo drogati. dovrei venire a portarti le arance per ogni frase poco carina che hai detto, e scivolare su quest'autunno che mi ricorda tutte le volte che ci siamo allontanati, lasciati, e sopportati male. tutte le volte che sono stata alla stazione salutandone i cartelli e la topografia, tutte le volte che alle stazioni sono stata sola.



a two haded coin, ultraviolet makes me sick

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