domenica 25 ottobre 2009

129: ferite enormi già guarite come se non ti avessi incontrata mai


ma non mi piacerebbe raccontarti la mia vita come un gazzettino, mi piace piuttosto ricordare che ti spalmavi sotto il mio piumone ringraziando l'invenzione del mio scaldacoperte che nessuno, più di te, ha amato tanto. e non mi piacerebbe chiederti dove sei stato e quanto hai pianto, anche perché suppongo tu non l'abbia fatto, facendo i calcoli suppergiù della durata dei nostri momenti in condivisione, la birra, la puzza di fumo che impregnava i vestiti, la regolazione degli ISO o per esempio le cose che mi hai pagato. non mi dimentico di essere stata in piazza enrico berlinguer, con te, in un cinema, con te, ad ascoltare i perturbazione che credevamo non suonassero più - ed era un'illusione, vedi! ritornano le piante, le foglie, il caldo che non abbiamo vissuto, dovevamo andare ad arezzo ma ciao, stenderci sui prati ma ciao, ascoltare di nuovo i marta sui tubi. addio, addio ai tuoi capelli del cazzo, ai tuoi disegni in ritardo, sono contenta che non me lo chiedi, come sto, del resto non è servito piangerti davanti per convincerti ad abbracciarmi, del resto vedi?, mi pare adesso stupido fare lo scontrino delle riserve e dei rimpianti, vedo centomila dei tuoi cuori che sorridono contenti, mi fanno male i denti ma pazienza.



morte di una medusa, babalot

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