mercoledì 21 ottobre 2009

128: do re mi fa sol


ho incontrato lungo il mio tragitto una macchina scivolata lungo la scarpata che finiva in un campo arato, un ragazzo con un cane in braccio che tremava ancora, e tutti i finestrini spaccati - mi ha ricordato il tuo arrivo diverso tempo fa, mi ha ricordato l'odore della vernice nuova viola data alle pareti della mia stanza ottobre scorso, coi viaggi all'ikea e il letto nel bel mezzo della stanza, ammassati in un unico epicentro unico con la scrivania, l'armadio e la sedia. sarebbe bello dormirci sopra e dimenticare l'umore che avevo quando ci salutavamo, rideresti ancora di me e delle mie dislessie, rideresti per le cose che ho da raccontare, non studierei con la concentrazione di adesso, ti scriverei ancora lettere fittissime, e la scatola dei ricordi esonderebbe per finire in una pozzanghera che mi piove nella camera. era bello camminare ignari per corso italia ascoltando le canzoni imposte dal negozio di dischi e lasciate pervadere la via, ai passati nei cappotti e alla loro indifferenza, alle banche che non emettevano denari, ai semafori sempre rossi, al mio inverno lungo e solitario, ai tranci di pizza che ho guardato da oltre il vetro e ai cinema, tutti i cinema che mi sono persa, - qualcuno mi rimprovera ancora se parlo sempre al passato, se mi piace voltarmi indietro, se sguazzo tremendamente a mio agio nella malinconia e non mi accontento della felicità di oggi e tengo strette tutte le mie modestissime polaroid, quando ti dicevo ti immagini che bello riuscire a fotografare la polaroid di un tuffo e tu dicevi non ci vuole niente, basta mettere dei tempi lunghi.



there, shiva batka

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