lunedì 16 febbraio 2009

13: goethe e shopenauer non avevano mai immaginato dove si potesse arrivare maneggiando abilmente i colori complementari

e lavavo la macchina quel sabato di gennaio, mentre ci scrivevamo gli sms a raffica a distanza di venti secondi l'uno dall'altro e non riuscivo a fare niente come si doveva fare. i tuoi tentennamenti e io che in ogni caso mettevo a posto, perché non si sa mai. il disco che volevo farti è rimasto un progetto su carta sbiadita, persa tra gli appunti di cinema e truffaut. che dovevamo andare a vedere vasco brondi, poi tu hai dato buca. che mi hai detto "ho fatto l'amore con lei con la testa a duecento chilometri da qui". che ci smembreranno, questi maledetti dottori. che ci vogliono fottere, questi maledetti dottori. e con la mia gonna salita sulle ginocchia ho ascoltato il suo respiro dicendomi che quel disco dovrei fartelo comunque tanto per farti sentire di merda. chiamarlo l'odore delle rose, come avevo deciso. scoparsi. prostituirsi. tra le salite di questa città e i nostri sguardi in sincrono che comunque vanno nella direzione della casa di meredith. e remo croci chissà come fa l'amore con sua moglie, che il tigìcinque ci manda sempre lui. insomma, mi sembra un po' ridicolo risparmiare sui termosifoni mentre il termometro di pixel mi annuncia che perugia sente freddo sotto i suoi -5 gradi.

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