giovedì 19 marzo 2009

25: sassolini sul fondo del fiume

e in mezzo alle lenzuola sfatte dai nostri giochi acquatici parlavamo dei dischi dei diaframma, o ascoltavamo gli offlaga disco pax per soffocare il fatto che non ti riusciva di infilare il preservativo. andiamo a dimenticare gli asciugamani nelle camere d'albergo e a dimenticare le fermate degli autobus troppo intenti a risolvere i rebus dei sentimenti. andiamo di nuovo a parlare delle nostre adolescenze poco intatte e a farmi succhiare ancora i seni tristi e a camminare sotto i portici per chilometri sterminati e a uccidere le margherite al parco e ad assassinare le ginestre e a farci uscire il sangue dal naso per i troppi baci e la pressione a bassa quota e a scopare contro i portoni chiusi proprio in mezzo alla strada senza vergognarci e a prendere le nostre piccole e coraggiose decisioni e a non smettere di amarci, nonostante tutto. andiamo a dare fuoco ai tramonti e a sposarci con i pezzi di plastica delle bottiglie e a ridere dei pazzi, ad indovinare i misteri di bologna e a prendere le multe sulle corriere - a ridere dei dialetti ad aspettare i fulmini a baciarsi con troppi denti e a mutare gli umori. andiamo a manomettere i rumori di questa città con troppo smog che ti da la nausea, a fare i succhiotti ai gelati e a camminare troppo svelti. a scendere alle fermate sbagliate, e poi vedere dove andavi a telefonarmi la notte - e ci piscino pure addosso i cani che sono passati e il tuo pelouche riciclato che ho tenuto in mano per una giornata, soffocato dalle mie impronte digitali. e domandarti se esistono sul serio i jennifer gentle come prima cosa la mattina dopo aver dormito insieme la prima volta invece di dirti semplicemente che ti amo e un raggio di sole incerto ci cade addosso mentre ridiamo come pazzi per l'arroganza di max collini.

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