giovedì 9 aprile 2009

37: mastica piano

poi nicola parte e mi dimentico come si mastica bene, come quando appena conosciuti ti dicevo che entrambi mangiavamo troppo in fretta, e parlavamo perfino di questi problemi irrilevanti, parlavamo un sacco mentre a sanremo gli afterhours soccombevano. eccetera eccetera.  il nostro amore é una specie di parentesi a piè pagina, nascosto in appendice, una cosa che non ha molto interesse, come il glossario del libro di danza e mimo, come il prossimo esame che devo dare. poi provo a scrivere un romanzo e i protagonisti dicono le stesse cose che ci siamo detti, e mi sembra tutto molto banale e falso anche se quando ce lo dicevamo era bellissimo, e vero. poi mi ritorni in mente bella come sei, lucio battisti, e quando davanti alle vetrine bolognesi regredivo e tornavo ad avere cinque anni e volevo comprarmi le tazze e gli orologi coi gatti, e le scarpe bianche con le ciliegie che tu ritenevi orrende, e gli occhiali a forma di cuore per cui poi abbiamo quasi litigato, e tuo padre che chiama per sapere la fine dei gialli su rete quattro. poi mi torna in mente quando facevamo l'amore, e tu eri nervoso; mi torna in mente quando mi sono innamorata di te e la cosa aveva un senso logico, invece adesso devo partire per arezzo e non ritrovo il biglietto, e non capisco questa maledetta mania di partire tutti per bari.

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