venerdì 17 aprile 2009

39: gatti in piedi

alla fine mi viene mal di stomaco, comunque mi hanno detto che é normale. e per dimenticare di amare ci vogliono cinque minuti, il tempo di farsi un caffé. prendere la moka, riempire con l'acqua - tu che seduto sul prato non ce la fai ad abbattere il contatto fisico. un gatto in piedi su un prato suona un violino distorto. e leggevo il maestro e margherita quando mi hai telefonato, e mi hai detto su con la vita. che la nostra vita la dovremmo appendere, hai ragione, come i panni ad asciugare. e tra le righe leggevo: non ti amo più. adesso le scuse per non vedersi mi fanno ridere, il cuore mi fa male in sedici punti diversi, e le lenzuola verde pisello non mi risolvono nessuna primavera. poi scoppio a piangere ma piangere e ridere sono due smorfie uguali. mi pare logico farmi bocciare in inglese, tanto per dimenticare, e tagliarmi lentamente l'incavo del braccio, mentre ascolto bach. poi mi sveglio con il braccio sinistro pieno di sangue che esce da ferite impercettibili, e non riesco a capire come me le sono fatte.

Nessun commento:

Posta un commento