mercoledì 22 aprile 2009

41: la parola sensibile é vaga come le stelle dell'orsa

comunque alla fine non so quando le nostre certezze sono crollate, quando abbiamo smesso di pensare che si potesse partire senza benzina o quando ho iniziato a dire che avevo i capelli castano chiaro, invece che biondo cenere. che poi, mi dicono, è la stessa cosa. è la stessa cosa quando facevamo l'amore in una tenda di pochi centimetri quadri, e i tempi di resistenza ci parevano sensazionali e lunghi, è lo stesso di quando scopavamo in acqua e non trovavamo le chiavi di casa, e le strade, le tagliole sommerse, tutte le impercettibili ferite. più o meno è lo stesso di quando butti nel secchio della spazzatura le lenzuola pulite che speravi di mettere per il giorno che ci saremmo stesi insieme, e conservi quelle messe mille volte, quelle macchiate di sperma doloroso. più o meno è lo stesso di quando ti addormenti e le tue gambe riescono a disegnare un angolo di centottantagradi e ti rendi conto che c'è improvvisamente molto spazio che non sarà pieno nè stanotte nè domani. come quando i cani col vizietto del giochino anale, o più o meno quando mi rendo conto che le cose viste da fuori sono sempre diverse da come risultano quando non ci sei tu dentro, e altre banalità del genere, insomma più o meno quando mi trovo ad essere gelosa anche tipo dell'aria che respiri pur sapendo benissimo che ti serve a vivere.

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