venerdì 17 aprile 2009

38: la convinzione

dicevi che 'non amerò mai più' è una grossa parola, una parola zoppa, a cui manca qualcosa, e cioè la convizione. quando non ti riusciva di scoparmi, ma non era una cosa tanto grave. quando ai giardini margherita abbiamo trovato il verso di lasciarci, litigando per chi avesse ragione sul fatto che il nostro amore sarebbe durato per sempre. quando ti scivolano le gocce di valium sotto la lingua, e piangi per quanto sono impietosamente amare. quando - avevo ragione io, dice mia madre, che cuce i miei reggiseni sfatti sulla poltrona, davanti alla televisione. e io vorrei attaccare la segreteria delle risposte automatiche. per non darle la soddisfazione di dire: hai ragione. poi non succede niente di eclatante: gli equilibri degli amori degli altri si mettono sempre a posto mentre il nostro é un orologio rotto. sì, insomma, ci siamo lasciati. poi dovrei essere come mia madre e dirti dalla poltrona che avevo ragione io, ma trovo più sensato scrivermi sul braccio col pennarello indelebile chiudi lo scrigno dei tumori e dei tuoi quaranta cuori. 

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