martedì 30 giugno 2009

95: volete farmi credere che state provando qualcosa?


ogni tanto mi diverto a fare delle cose strane. per esempio cominciare a parlare con delle persone totalmente sconosciute sulle cose che mi piacciono e che, teoricamente, dovrebbero piacere anche a loro. altre volte invece mi diverto semplicemente a contattare gli utenti che hanno nel loro share il disco di vasco brondi. più della metà di loro lo detestano: perché tengono il suo disco? ogni tanto penso che le persone siano spaventate, spaventate di conoscersi, di entrare in contatto, di scontrarsi l'un l'altro. una volta ho fatto un sogno, o forse semplicemente me lo sono immaginato da sveglia: ero in mezzo ad una folla di persone che avevano legati dei materassi di gommapiuma dietro la schiena, davanti, e ai lati. la gente non si vuole fare i lividi. lo capisco. sono brutti, hanno un'evoluzione di scala tonale improbabile e poco attraente. mi manca decisamente molto prendere l'autobus, fare dei viaggi lunghissimi guardando fuori dal finestrino un percorso sempre uguale. mi manca decisamente molto avere diciassette anni. poi mi chiedi scusa se non mi hai risposto il giorno che ti ho fatto gli auguri per il tuo compleanno, é solo che é morta tua nonna, e così.



enemies/friends, hope of the states

94: in alto i cuori, cuori in alto


mi sto facendo a pezzettini piccoli, sfilettati. mi torna in mente il sapore del sangue in bocca, la casa di barbie tutta rosa che mi hanno regalato a quattro anni, al ritorno dall'ospedale. mi tornano in mente i punti, sentirsi la gola cucita col retrogusto di ferro. mi sto tagliando la carne con il coltello e la forchetta, sego lentamente e nervosamente fino all'osso, e c'è un rumore sordo di tronchi rotti.
perché sono vuota?

post, marta sui tubi

lunedì 29 giugno 2009

93: circles and triangles


mi sembra di essere un mobile ikea con una marea di spigoli acuminati. so bene che i piccoli urti mi causano dei lividi. mi domando cosa facciano agli altri.



across the universe, verdena & afterhours

venerdì 26 giugno 2009

92: mi piacerebbe nevicare


ogni tanto mi metto a cantare sulla base con la chitarra che avevi suonato. volevo inciderla comunque, spedirtela per il tuo compleanno; ma sulle pagine bianche ci sono due persone col tuo stesso nome. chissà chi sei, tra le tante.
quando canto su questa base mi sembra di fare ancora qualcosa insieme. spesso mi viene mal di testa, ho dei periodi in cui niente funziona. questo é il periodo dell'emicrania: dicono che sia il tempo incredibilmente strano, per essere quasi luglio. sono stata seduta con la testa nascosta tra le braccia per due ore, oggi. i miei progetti non hanno nessuna spinta, mi sembra di stare in mezzo all'erba e agli ulivi, a torricella, guardando le increspature sull'acqua del lago, dentro al quale non mi posso tuffare. perciò mi sembra igienico e poco salutare contattare finalmente qualcuno, gridare aiuto. apro la bocca, ma non esce niente. prendo la penna, ma non riesco a scrivere. certe volte quest'abitudine a non piangere diventa un tormento. ho la canon ferma sopra la cassettiera. penso che la vorrei rivendere, penso che la dovrei rivendere. é abbastanza normale arrendersi al fatto che non faccio buone fotografie. e forse, che non so più nemmeno scrivere.



nevicadere, c.o.d.

mercoledì 24 giugno 2009

91: 211 spazi


fondamentalmente rido, perché... beh, perché ti piacevano quasi tutte le ragazze che fossero anche solo un po' carine, e perché mi domando come mai se devo stilare una lista di film da vedere torno ad impicciarmi sul tuo blog. le cose che dicevi, le cose che scrivevi. infine le cose che ci siamo detti. c'é stato un momento in cui avrei potuto controbattere restituendoti le parole che avevi scritto; spesso ho immaginato le cose che ci si dice tanti piccoli oggetti. e tante volte ho desiderato poterli restituire, scordarmeli, rispedirli al mittente. punto a capo.
rido se mi viene in mente la sera prima di attraversare torino, le canzoni che ascoltavo seduta nei sedili posteriori della macchina di federico, tutta la pioggia che é seguita da quando hai smesso di sbattere le ciglia in quel modo che hai. rido se penso che sicuramente adesso ridi in altre modalità invisibili, non ti ricordi più dell'aprile che é passato, e penso a quando parlavi della neve o delle macchie di vino sulle mura gialle di una stanza nella quale adesso non c'è più nessuno dei due - so che non c'entro niente con le "tue cose", so di avere un romanzo da scrivere, e probabilmente in questo romanzo ci sei anche tu.



used to be one of the rotten ones and I liked you for that
now you're all gone got your make-up on and you're not coming back.



anthems for a 17 year old girl, broken social scene

lunedì 22 giugno 2009

90: con i ventilatori negli inceneritori


mi domando perché non si può fare l'amore in una macchina in mezzo a una radura coi raggi di sole delle cinque tra i rami, coi nostri vestiti come tendine ridicole che non coprono le mie ginocchia statiche. mi domando perché amare é così raro, e morire é così diffuso: una statistica davvero poco intelligente. coi pensieri come carta guido pensando al mal di gola il ventidue di giugno. mi stupisco sempre dei ritorni delle persone del passato che ci ignorano e poi una volta ogni centodieci giorni ci mandano una canzone da ascoltare. più di tutto mi stupisce il fatto che sia un trucco che funziona sempre. e a musica & musica fanno le esposizioni di vinili rock, dovremmo andarci, ma non ci va di entrare nemmeno alle esposizioni free entrance dei pittori con le loro esposizioni - come faremo? come faremo ad incontrarci, come faremo ad aggiornarci, come faremo ad innamorarci.

aspetto, numero6

venerdì 19 giugno 2009

89: leave but don't leave me


a l l ' i m p r o v v i s o p e n s o c h e l e m i e p a r o l e s i a n o d i l a t a t e a l l ' i m p r o v v i s o   n o n   v o g l i o   p i ù   d a r e   l ' e s a m e   d e l   s e t t e   l u g l i o   v o g l i o   s o l o   c a m m i n a r e l u n g o  i l   v i a l e   a l b e r a t o   d e l l a   f a c o l t à   c o l   r u m o r e   d e l l e   f o g l i e   c o m e   c a r t a   c h e   s c r i c c h i o l a   s o t t o   l e   c o n v e r s e   a l l ' i m p r o v v i s o   p e n s o   c h e   v o g l i o   e s s e r e   n e l l ' o c e a n o e  b u t t a r m i  s o t t ' a c q u a   e   f a r e   f i n t a   c h e   l e   c a n z o n i   n o n   f i n i s c a n o   m a i   p e n s o   c h e  v o r r e i   r e s p i r a r e   r e s p i r a r e   n e l l ' a r i a   p e n s o c h e   c i   s i a m o   c o n o s c i u t i   e   p o t e v a   a n c h e   n o n   c a p i t a r e   p e n s o   c h e   é   s t r a n o   m o r i r e   a   g i u g n o   n o n   m e   l ' a s p e t t a v o .



breathe, julie's haircut

giovedì 18 giugno 2009

88: dio solo sa se questa città ha alberi


ho la sensazione che gli alberi del viale del pionta si abbassino sensibilmente quando piove in quel modo. da bambina mi dicevano di non toccare le foglie dell'eucalipto perché sono velenose; un ricordo che ancora mi porto dietro. cammino sotto gli alberi e viene giù la pioggia d'estate a gocce grosse e imprecise e tiepide. mi consiglierai per sempre di riascoltare questo disco? inizieranno a mettere le sedie fuori per il cinema all'aperto? le sedie verdi di plastica del colore degli scatinati degli anni novanta. é necessario che io smetta di scrivere per creare qualcosa che ti faccia sorridere, mi sembra a malapena di sentire la bic sotto la mano, e ogni pensiero impreciso nello stomaco. mi sembra poco importante dormire, mi sembra solo che voglio camminare per corso cavour fino a borgo xx giugno e andare a vedere questi cazzo di film di truffaut sul maxischermo all'aperto, o a succhiare i ghiaccioli tra un tempo e l'altro, o a fare confusione camminando sulla ghiaia. o piangere per i pesci rossi morti nella fontana che ora é molto vuota.



ruby tuesday, the rolling stones

giovedì 11 giugno 2009

87: venerdì


parlavi dei deus e del modo assurdo in cui avevano scelto di scrivere il nome del loro gruppo. parlavi delle diecimila volte che dicono la parola friday. venerdì é il tuo compleanno, mi fa paura tipo dire "domani", che mi sembra di essere ancora stesa sul divano alle tre del mattino del dodici maggio, nonostante i treni partissero, solo tre ore dopo. cioé. mi sembra di realizzare che una cosa succede tra poco. tipo quando devo fare una cosa importante il ventincinque del mese, e mi metto a pensare a cosa starò facendo il ventisei mattina, il ventisette, e così via. poi mi vengono in mente loro che ridono dentro la mia macchina che non vuole leggere i dischi rigati, mi viene in mente l'ostinazione degli eventi, e quando io e te ci parliamo alle due del mattino e poi vogliamo scopare però ci addormentiamo, e rido: é evidente che non abbiamo il fisico. you move me, you move me, you move me round and round I guess. mi viene in mente che non é una cosa così terribile prendere dei treni, scendere dai treni. incontrare la gente, cercare di incollare i pezzi. resistere. mettere le maiuscole.



hotellounge, dEUS

mercoledì 10 giugno 2009

86: aprendo la finestra sopra i netturbini e sopra i nottambuli svetta la gigantesca scritta coop


ci toglieranno i punti perché ho guidato diverse volte leggendo i tuoi messaggi finendo nella corsia opposta. ci lamentiamo delle patenti a punti, come le schede elettorali che non ci assicurano nazioni nuove, e il nostro volerci bene assomiglia alla tessera coop. ho chiuso le cose che mi hai regalato in una scatola coi cani dalle orecchie esagerate, tanto per condensare l'odore delle tue spezie. i tuoi viaggi in bicicletta alle otto di sera incredulo della luce che resiste.e per reggersi sopra i tralicci delle parole bagnate ci vuole un discreto equilibrio, come la forza di non guardarsi indietro o di tagliuzzare l'orgoglio e altre cose sensibili come questa - andare a letto troppo presto o troppo tardi, per dire. e mi rifiuto di pensare che il nostro amore duri tanto quanto gli esami lampo di un quarto d'ora, con le domande pre-stampate, pre-decise, pre-tutto. il nostro non incontrarci mi fa ridere e un po' bestemmiare come i partecipanti d'assalto alle feste dell'unità di paese. penso che dovresti insegnarmi a ballare il liscio, perché nonostante tutto é una cosa che non so fare. o andare a vedere una mostra di magritte, rischiando di arrivare tardi per decidere chi si stancherà prima di insistere. per dire.



la gigantesca scritta coop, le luci della centrale elettrica

martedì 9 giugno 2009

85: first we were water in a creation lake


il cielo é stupido e anche io. come facevi a immaginare che sarebbe stato un aprile di merda? mi dicono che le mie domande senza punto interrogativo spiazzano. a te spiazzavano anche le mia frasi, che tu chiamavi definitive. in definitiva mi viene ancora da ridere, pensando a certe cose. la cartella messaggi salvati ha ancora quattro messaggi. nel primo ti comporti come un film hollywoodiano banale. nel secondo mi dici che il dodici giugno compi gli anni e che rileggendo il mio blog ci hai trovato il té di "oggi". che té?, ti domando. nel terzo dici: tu che prendi in té bollente e io il caffé. che non ho preso. stronzo. nel quarto mi dici che hai pianto. non credo ci sia una ragione precisa per spiegare il fotogramma di due secondi della mole di torino, oggi, in una telenovela da quattro soldi. penso a tutti i modi alternativi che hai adesso di ridere e al fatto che non ti manco e a molte altre cose relativamente sensibili e allegre eccetera. mi hanno detto che tra me e te non c'erano presupposti a sufficienza per volersi bene, poi hanno continuato a dire che nonostante tutto questo colore di capelli mi sta bene. dovresti vederlo, é molto migliorato. ci sono ventiquattro parti in un giorno, che mi separano da te. e direi anche diverse altre cose. molte altre cose. non ultimi, i caselli autostradali.



creation lake, silversun pickups

83: parole


poco fa in macchina pensavo che questa sera avrei voluto soltanto stare in macchina a guidare e ascoltare musica, e basta. poi ho pensato vabè adesso torno a casa magari c'è gaia. niente. forse è solo che non c'è il mare a torino. forse siamo solo dei bambini. perchè è un film gelido e tu sei calda. e perchè è una canzone calda, come te. tu sei calda, io sono temperato. beh, sei il mio aprile o no? io l'ho fatto perchè sei una cosa bella da raccontare. (cazzo ascolti sensibile degli offlaga, mi fai morire, sei ipersensibile!!)  ti darei un bacino sul collo per farti capire. i've got a dyslexic heart. ecco vedi cazzo cazzo cazzo adesso vorrei essere lì per poterti dire queste cose, e guardarti negli occhi a distanza millimetrica e prenderti le mani. io non voglio delle citazioni di film giapponesi, voglio che mi dici qualcosa tu. non m'importa neanche se ogni tanto hai questi momenti di follia totale, ognuno ha i suoi problemi, io pensa che odio le piazze inclinate, piazza vittorio a torino è in pendenza sul po, la odio, non ci posso stare, mi fa paura perchè è inclinata. non m'importa delle tue cazzate del momento, m'importa però di te. mi piaci, e te l'ho detto in tutti i fottuti modi. mi piace la tua dolcezza e il tuo calore, mi piace la tua disponibilità verso le persone, la tua voglia di dimostrare di poter aiutare gli altri, i tuoi occhi svegli, gli interessi che hai che sono molto simili ai miei. quello sarà quel momento quello, quel momento quel momento quello quello quello. avevo iniziato a scrivere che il mondo è già di per sè una merda, e che due persone come noi non dovrebbero farsi del male con le parole. perchè tu sei una cosa bella e semplice e non devi diventare una cosa bella ma faticosa. non siamo amiconi, tu mi piaci, cazzo. non ti ho mai vista sorridere, non ho mai sentito la tua voce, non so come ti muovi, che espressione hanno i tuoi occhi quando ti arrabbi, come prendi una matita e la temperi, per dire.



we will become silhouettes, the postal service

sabato 6 giugno 2009

82: per combattere l'acne la tua frangetta é diventata una zona militare


tutti i caffé che ti porterei a letto, se dormissimo veramente insieme. e pezzi di conversazione per scegliere chi votare, mentre franceschini fa finta di essere dalla parte delle donne. rido dei quotidiani, dei nomi strani. e tu dammi qualche buona notizia, ogni tanto. cercavamo di non disperarci troppo se i distributori chiudevano un attimo prima che arrivassimo. cercavamo di tenere insieme piccoli pezzetti di occasioni e di emozioni. e le mie fanno lo stesso rumore del cellophane a bolle d'aria che riveste i pacchi postali gialli, quelli che mi mandi - anche di sorpresa. cercheremo di prendere i treni, le frecce rosse, i regionali, di intercity. per dare al nostro volerci bene una parvenza e una decenza, quella di paolo conte che ci ha fatti conoscere. parliamo della mia cellulite e dei miei difetti, e nel frattempo qualche partito immeritevole si sta guadagnando le elezioni. parliamo dei progetti a lungo termine che, a differenza della roba nel frigo, non dovrebbero mai andare a male. e mi torna in mente aldo nove quando dice le cose che si comprano al supermercato scadono. l'amore uguale. sui surgelati c'è scritta la data di scadenza. nell'amore la scadenza arriva all'improvviso senti un odore micidiale devi andare via di lì, é l'amore, che odora.



come mi vuoi, paolo conte

giovedì 4 giugno 2009

81: tutto ciò che volevo era essere la tua spina dorsale


tipo quando dicevo 'metterò a posto l'armadio', ma non é mai una buona idea frugare nei cassetti. e tu dicevi di avere un magnete in testa. forse i nostri pensieri sono pesanti, o infiammabili come diavolina fresca. poi la mia macchina a turbogas si rifiuta di fare le rotonde e prende male tutte le curve. e ho il sangue raggrumato sulle braccia, che probabilmente ti piacerebbe vedere. per non pensare ai nostri sfaceli personali parliamo delle sessioni d'esame e degli argomenti teorici dei libri, come se l'amore non fosse una cosa pratica, tipo mettersi dei guanti gialli e lavare il pavimento dalla non-educazione dei cuccioli di cane. e in questi giorni di campagna elettorale ci vogliamo bene in modi fortemente adolescenziale. mi viene da ridere pensando che forse l'opposizione sarà finalmente contenta, di non sentirsi chiamata in causa. all i ever wanted was to be your spine.



web in front, archers of loaf

mercoledì 3 giugno 2009

80: lolita, fuoco dei miei lombi


potremmo e dovremmo permetterci di non avere ispirazione, se perfino davide toffolo sul suo blog non riesce a postare i suoi disegni. poi facciamo le maratone di due giorni solo a litigare, per renderci conto che stiamo costruendo qualcosa. e stare con me é come una lotta continua, continui colpi, ferite, mazzate varie. coltelli, taglierini. però anche baci (credo). e dici che dovrei scendere in politica per come parlo, anche se il mio modo di amare é assolutamente antidemocratico.




come dio comanda, tre allegri ragazzi morti