domenica 19 aprile 2009
40: neve fredda
amare è a declinazione peggiore delle azioni che abbiamo fatto. prenotare un albergo, dare le carte di identità (due volte). bere un the alla menta alle quattro del mattino (per te era la prima volta). scopare senza preservativo, ridurre al minimo storico i centimetri di vicinanza anziché di lontananza, regalare tre euro alla macchinetta che sputa tramezzini alla stazione di bologna. andare a teatro insieme. perdere la verginità (altra prima volta per te). rubare le saponette del bagno della nostra camera d'albergo, e dimenticare gli asciugamani, e mandarteli a riprendere. guardarti armeggiare col mio reggiseno durante una puntata dei simpson. tu che cerchi un bagno in pieno centro solo per farmi fare pipì (un quarto d'ora, cinque minuti di troppo, e la tua faccia già esasperata). non sapere spiegare a parole dove si trova il binario uno. non sapere spiegare a parole dove si trova il punto g, il clitoride, o che cos'è un orgasmo. non sapere se il tuo cazzo é duro. poi piangere di felicità mentre mi asciugo i capelli e tu che mi dici che la prossima volta non devo pettinarmi prima di venire a letto - perdere le mollette. e io che non mi ero pettinata abbastanza per vederti. incontrare gente sul treno, conoscere gente sul treno, ascoltare conoscere gente sul treno, degli amari, mentre arrivo da te. fare tardi con l'autobus. mangiare da mac donald's e non digerire. non trovare il buco per inserire il gettone del bagno a pagamento. non comprare le scarpe bianche a due euro, con le ciliegie. mangiare un gelato col glutine. metterti le mani nelle tasche del cappotto (veramente troppo pesante per questo caldo). imprecare contro il ristorante indiano. attraversare cinquemila volte la strada (anche non sulle strisce pedonali). tu che mi spieghi cos'è la festa di san patrizio. discutere su via irnerio, mentre io sostengo che é il personaggio di un libro di calvino. ascoltare dei diciassettenni che suonano un violino in piazza. tu che mi spieghi il trucco della mano di nettuno, che pare un membro in erezione. ridere. fare fotografie. guardare i fumetti in esposizione in piazza maggiore. litigare dentro a h&m perché non ci ameremo per sempre. dire per sempre e intendere ventiquattro ore.
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Leggerti è un regalo bellissimo. E le tue parole sono come spilli fitti che inchiodano e se ne vanno prima che una si sia resa conto che hanno fatto male, ma sì, hanno fatto male, e poi ecco un meraviglioso bene, come solo le cose belle sanno fare.
RispondiEliminaun bacio, chiara. sono le tue parole ad essere bellissime.
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