martedì 6 aprile 2010

207: quando dormo guido piano

per esempio fare un bambino con te. ma anche cose più semplici tipo comprare le fragole in offerta cinque euro dodici chili o sbucciare la frutta tagliare i pomodorini a metà - no, quello te lo lascio - parcheggiare sulle strisce blu l'unico giorno di festa quando non si paga o cantare una canzone a squarciagola spingere tra la gente guidare senza addormentarsi votarsi ad una causa diventare animalisti ambientalisti attivisti rivoluzionari convinti, e non tornare quasi mai indietro, e rimettere a posto le lampadine che non funzionano, per dire, se ci si fulminano in bagno. poi va via la luce e facciamo andare le candele fino alle quattro del mattino e la cera che si scioglie mi sembrano i tuoi occhi i tuoi occhi senza lenti e senza spessori, la tua faccia come un trailer che so a memoria, un film che non mi sembra mai il caso di togliere dal registratore, le tue mani come i pennarelli stabilo la tua bocca come il forno dentro al quale cuoceremo la pizza del futuro le tue scapole le tue costole le tue clavicole bucate lo sterno la lingua la pancia i sussulti buoni e cattivi d'attesa e guardarti dormire qualcosa come un tempo lunghissimo per sempre poi le ginocchia la schiena le scritte scritte male gli errori e poi i dolori sono dolori di pancia e di parola è la pioggia che sbatte ancora freddina e qualunquista sul finestrino della macchina e tu oh, insegnami a fare benzina.

ninnanannapernina, tre allegri ragazzi morti

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