un caffè che non hai preso a mezzanotte e mezzo assomiglia all'antitrago del tuo orecchio, così dal buco farò entrare lo zucchero e ti addolcirò il cervello - dicono la linea, la linea, la linea, la linea dei tuoi disegni, e la linea delle tue mani, e la linea che ci separa dentro l'abitacolo della macchina, il sangue, la condenza, la resistenza. la resistenza per me è una legge fisica, trattasi di enunciati da imparare e butta un chilo di pasta, ma no, guarda che un chilo di pasta sono mille grammi e non cinquecento. quando sto male confondo i liquidi, i liquidi, i liquidi, evidentemente anche gli alimenti e gli appartamenti, evidentemente non mi sono ancora abituata ai ritardi (ma dopo un po' nemmeno tu). guarda che simpatico aprile - ci ha imburrato le dita come la sera che a casa tua abbiamo fatto la pizza come quando parli dei miei seni come un argomento come un altro, succo di pomodoro, diobòno, mozzarella che andremo a comprare all'ultimo minuto, amore e amore insegnami a fumare, camminare per una città di uno sputo di abitanti ad un'ora in cui non c'è nessuno, i prati e i barboni e questa ostinazione a non diventar caldo, come quando per ripicca hai tagliato via la barba, guarda che simpatico aprile fagli ciao con la mano, il the freddo in brick da un euro e sessanta, i tovaglioli ben piegati, le tue folli aspirazioni vegane, le carte usate dei preservativi sprecati, la e quarantacinque la e quarantacinque la e quarantacinque è solo una linea di tensione.
• eden roc, ludovico einaudi
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