oggi è il primo aprile e si cominciano le cose si concimano le rose guarda come piango mentre taglio la cipolla, che pensandoci è la prima volta che mi vedi piangere, non ti sembra il caso di festeggiare? più gatto meno gatto e sforna la pizza dal forno e la fobia che hai di bruciarti di farti male che la tua schiena si scioglie in ogni cosa buona che è intorno - sul tuo divano ci sono le mie gocce l'acqua minerale dell'eccitazione l'ascensore e le tue claustrofobie improvvise e le spese condominiali per un amore in affitto a dieci centesimi al dì. c'era una volta una gatta che aveva una macchia nera sul muso e una macchina in divieto di sosta un terrazzo da dove si vedono i pini che non sono pini ma abeti della tua lingua che mi parla idiomi che non comprendo, correre correre al supermercato prima che chiuda e guardare la scamorza che si fonde piano piano come quando sorridi come quando ci addormentiamo o tengo stretto nel pugno il piumone sotto al quale hai dormito e poi allora metteremo le sconcezze nel cassetto i rifiuti nel cassonetto e guarderemo striscialanotizia e il telegiornale e faremo una festa ogni primo del mese ti guarderò ancora arrotolare le sigarette seduto sull'erba che tremi per il freddo ti immaginerò ancora uscire senza cappotto col sugo tirato dappertutto sulla cucina partigiana per andare alla stazione e ti farò sentire i violini che cantano questa serenità tiranna, questa contentezza bastarda.
• new slang, the shins
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