sabato 5 giugno 2010

216: prova di post romantico

tu non sai, per esempio, che per la prima lucciola dell'anno che si vede c'è un desiderio. io non ti ho detto che il desiderio che ho espresso è andare a vivere con te. così poi possiamo lamentarci dello scarico che non tira bene l'acqua, chiamare l'idraulico, aspettare l'idraulico: mille volte al mese, da due anni. e pagarlo, anche se fa il lavoro male. lo dico perchè non credo che i desideri detti non si avverino; a dire il vero non credo nemmeno ai desideri, ma mi piacciono le magie che li incoraggiano. ogni tanto mi viene in mente la porta col vetro spaccato e i ghirigori di vernice bianca grattata via male che abbiamo visto a piacenza. un giorno abiteremo in quella casa (o in un'altra casa uguale) e il nostro letto migliore non sarà il sedile blu della macchina, la cucina non sarà la cucina ikea che nasconde e ruba, ma la nostra casa non nasconderà niente, e pianteremo nei vasi i cucchiai al posto del basilico che ci crescerà invece nei cassetti dai colletti delle magliette e delle camicie che avrai imparato ad indossare, i nodi alla cravatta che ci avranno tramandato i nostri padri, e tutta una serie di preghiere. intanto ti aspetto fuori dal supermercato alle una e undici di venerdì mattina, è finita un'altra delle nostre settimane con l'orologio in fiamme, e tu come una madonna con le lacrime di sangue non fai in tempo a dire "questa settimana non ci vedremo mai", che ci vediamo in continuazione -e poi c'è caldo, e sudo, e mi pizzica il collo, la maglietta, ho i tuoi pantaloni di felpa addosso, non so suonare la chitarra, ho ventunanni e mezzo, per la precisione, l'orologio biologico fa chicchirichì, è ora di buttare la pasta.

elephant gun, beirut

Nessun commento:

Posta un commento