tu non sai, per esempio, che per la prima lucciola dell'anno che si vede c'è un desiderio. io non ti ho detto che il desiderio che ho espresso è andare a vivere con te. così poi possiamo lamentarci dello scarico che non tira bene l'acqua, chiamare l'idraulico, aspettare l'idraulico: mille volte al mese, da due anni. e pagarlo, anche se fa il lavoro male. lo dico perchè non credo che i desideri detti non si avverino; a dire il vero non credo nemmeno ai desideri, ma mi piacciono le magie che li incoraggiano. ogni tanto mi viene in mente la porta col vetro spaccato e i ghirigori di vernice bianca grattata via male che abbiamo visto a piacenza. un giorno abiteremo in quella casa (o in un'altra casa uguale) e il nostro letto migliore non sarà il sedile blu della macchina, la cucina non sarà la cucina ikea che nasconde e ruba, ma la nostra casa non nasconderà niente, e pianteremo nei vasi i cucchiai al posto del basilico che ci crescerà invece nei cassetti dai colletti delle magliette e delle camicie che avrai imparato ad indossare, i nodi alla cravatta che ci avranno tramandato i nostri padri, e tutta una serie di preghiere. intanto ti aspetto fuori dal supermercato alle una e undici di venerdì mattina, è finita un'altra delle nostre settimane con l'orologio in fiamme, e tu come una madonna con le lacrime di sangue non fai in tempo a dire "questa settimana non ci vedremo mai", che ci vediamo in continuazione -e poi c'è caldo, e sudo, e mi pizzica il collo, la maglietta, ho i tuoi pantaloni di felpa addosso, non so suonare la chitarra, ho ventunanni e mezzo, per la precisione, l'orologio biologico fa chicchirichì, è ora di buttare la pasta.
• elephant gun, beirut
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