teatrini popolari e indecenti, come quel pomeriggio di non molto tempo fa che in piazza c'era uno spettacolo di burattini e con gli occhi fissi: io e te. mi sembra di suggerirti piani sovversivi e come due banditi rivoluzionari siamo appollaiati dietro i cespugli in attesa di tirare le nostre molotov - so come funzionano ma ho perso il ritmo cardiaco: a me quando sono triste mi viene voglia di fare la rivoluzione. allora farò così, laverò i capelli con la tua schiuma da barba e guiderò coi piedi - se il mondo va al contrario non mi impunterò per raddrizzarlo ma scivolerò lungo le curve e le curve sei tu. la tua pelle, il tuo profilo, il profumo di bucato (che non hai fatto tu). e non me la prendo con te se non hai capito che è finito il detersivo per i piatti, voglio solo il profumo dei fiori e i papaveri e il grano, voglio la semina sul tuo ombelico, il raccolto gioioso. voglio l'erba voglio, amore mio, e ridammi i tuoi polsi che tremano e i travolgimenti in mezzo alla strada e gli occhi con cui mi guardi mentre mi svesto e mi rivesto e il momento che passa tra i capelli sciolti e la coda di cavallo. io e te, come due soldatini in un mare di panna, coi fucili infilati nelle uova montate a neve - guarda, è ancora gennaio, non è mai finito l'inverno e ho le mani fredde. vienimi ad abbracciare.
• mi sono innamorato di te, luigi tenco
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