penso spesso che tu sei il formaggio e io i buchi; e mi piace fare caso a cose alle quali prima non davo importanza - i giri di vento, le corse delle lepri sui campi, l'intensità della pioggia - o forse con te tutte queste cose hanno un cumulo di verità, adesso. per la giustizia del tuo sguardo quando cammini che non ci fai caso che sono nascosta dietro al pino e hai le braccia conserte per chiuderti come il primo giorno che ci siamo incontrati, e quando invece mi vedi e per un attimo non ci credi, e per quando guidi la mia macchina con fare sicuro e ti scoraggi con altrettanta facilità, ma per i momenti più banali, soprattutto, quelli in cui siamo seduti dentro al peggior bar d'asporto e mangiamo con le mani, tu ti sporchi il mento, io ti faccio un cenno. il fatto che non te la prendi mai, se ti aggiusto il colletto della maglietta. bacio tutte le croci che ci hanno fatto incontrare e benedetto la testa, ringrazio le rane che mentre siamo insieme gracidano un po' più forte e non mi pento del romanticismo sprecato, non mi vergogno più delle zollette di zucchero nel caffè, sto imparando a mettere la giusta quantità di sale per quando vivremo insieme, io e te, e ci sveglieremo tutti i giorni insieme come ora solo di rado ci capita di svegliarci.
• fljotavik, sigur ros
grazie a te, che sei presenza nei giorni.
RispondiElimina(si, lo so, non centra niente qui, anzi gniente, ma era per ricambiare i ringraziamenti)
ale.