giovedì 23 marzo 2006

13


Mi sono accorta di essermi fissata su una porta rossa chiusa. Mi sono accorta di essermi fissata sul ragno che vive aggrappato al soffitto. Grosso e nero. Come disegnato da un pennarello indelebile. Stasera l’ho cercato con gli occhi e se n’era andato. Come tutte le cose che si allontanano da me. E non le posso fermare, non le posso fermare. A volte guardavo il mio professore di disegno correggermi il colore con i pastelli e mi venivano i brividi tutte le volte. Mi sembrava di sentirli sulla schiena, quei colori. Lievi. Soffici. Che non facevano male.


Se dovessi ricominciare da capo, ricomincerei da quando ti ho conosciuto, perché tu sei l’unica cosa del mio passato che non cancellerei.

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