Adoro i suoi momenti d'allegria. Adoro che sta bene perchè fa stare bene me. Mi accoglie dentro casa con un bacio e io, io avrei semplicemente voglia di studiare e farmi una doccia o mangiarmi chili di gelato informe.
Ho voglia di quel bagnoschiuma alla mora e frutti di bosco che c'è dentro la doccia. Ho voglia di farmi lo shampoo alla pesca. E ho voglia di cogliere una o due stelle stasera. "Sono orgogliosa di te" sullo schermetto del mio cellulare. Chi non combatte cade. Ho riso da sola sull'autobus pensando a quanto bene m'ha fatto quella mano depravata che ha imbrattato il portone di via Marconi. Non lo sapeva, ma era lì per me, quel piccolo getto di spray.
E' dolce pensare a te che dormi nella mia mansarda. E' dolce pensare che ti lascerò il letto e che per almeno due o tre giorni potrò trattenere il respiro. Completamente in apnea lascerò, se Dio vuole, correre i minuti e le ore senza sentirne il riflesso nella spina dorsale. Senza battere ogni passo lungo la strada del ritorno a casa col senso di incompletezza. Sono inadatta e inadeguata alla mia vita. Scivolo via guizzando come un pesce. Brillo anche se per poco. Incontro un cane che mi abbaia ma si fida di me. Comincia a piovere e sono senza ombrello. Ma mi si riempiono gli occhi di lacrime al pensiero che prima o poi in quest’infinito girovagare e danzare del tempo che fugge incostante, riuscirò a trovare anch’io il mio appiglio.
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