venerdì 24 marzo 2006

14


Avrei voluto guardarla negli occhi e dirle che andrà tutto bene come diceva quella canzone di tanto tempo fa. 


Sono rimasta ferma lungo le pietre nere di Corso Cavour accecata da centinaia di fotogrammi tutti uguali che me la riproponevano davanti in uno squallido bagno di scuola mentre chiedeva un abbraccio. Ho guardato il cielo che da soleggiato diventava grigio e apatico come i nostri sguardi simmetrici sulle pietre. Il silenzio. L’andare via silenziosamente una accanto all’altra senza dire molto. Ancora mani fredde e ginocchia stanche. Di nuovo tutto il peso del mondo sulle spalle e la voglia di stendermi sotto un abbraccio familiare. Riposarmi. Tirare finalmente un sospiro di sollievo. Spegnermi. Ho racchiuso nelle mie mani tutto. Sperando che potesse bastare. 

La polvere ha solo iniziato a cadere. 

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