So di essere diventata terribilmente generica. So di essere diventata noiosa. La colpa era del sedile dell’autobus. Secondo me ci si è seduto qualcuno che aveva voglia di dormire. Stare a letto la mattina quando fuori è freddo e piove. Mi fa sentire bene. Ultimamente mi mancava Piazza Partigiani e il suo pavimento e le sue nuvole che poco prima del tramonto cominciano a farsi rosa e viola e arancioni e sembrano un quadro di Munch e il vento che ti sferza la faccia; me lo ricordo perché un anno fa stavo su quel prato con Simone. Nascondo la faccia nella sciarpa perché fa troppo freddo. Sto con lei come al solito e ultimamente mi basta questo. Quattro chiacchiere e le sue due o tre sigarette. Mi fa ridere il suo modo di mangiare roba tipo funghi e salsicce anche alle sei di sera.
Sfoglio i miei pensieri come un mazzo di carte già visto, come se sapessi a memoria cosa penserò un attimo dopo e infatti non mi smentisco. La verità è che sono un pessimo giocatore, l’ho sempre dimostrato in ogni occasione, e non parlo solo metaforicamente anche se dicono che certe cose danno indizi precisi e questo a volte potrei anche considerarlo vero.
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