lunedì 27 luglio 2009

107: la pioggia é bianca


marco scalcione ha capito tutto, della vita. ha capito che per rendere bene la pioggia sulla tela bisogna fare dei leggeri tratti bianchi, come meteore. tipo la scia degli aeroplani. faccio i miei quotidiani esercizi di diplomazia, mi devi prendere ancora la faccia e dire che non ti vuoi cercare nessun altra ragazza, devo ancora fare su e giù col treno fino a conoscere ogni tornante. poi mi viene da ridere se ritrovo un brandello di cartaccia blu e fuxia vicino al comodino, con la tua mania di nascondere le prove e con la tua maestria nel fare i nodi. mi accarezzi la faccia e le tue dita odorano di lattice esattamente come le mie quando pulisco la macchina facendoti ridere facendoti credere di avere quattrocentomila manie che invece non ho - non sei pronto alle battaglie verbali e alle cartacce non sei pronto per gli aerei a bassa quota non sei pronto a stare a galla da solo, voglio darti la mano. io sono una guerriera del fine settimana, ascolto questa canzone perfetta, mi domando se avrò soldi per fare metano, per ricaricare la tessera per noleggiare i film, se queste rose smetteranno di fiorire mai, altre cose di poco interesse. devo sparecchiare la tavola, devo  imparare a stare ferma quando mi girano intorno le vespe.



weekend war, mgmt

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