mercoledì 30 dicembre 2009
144: cinquecento catenelle
• one of us cannot be wrong, leonard cohen
martedì 29 dicembre 2009
143: le luci ecc ecc
• internet love, port-royal
giovedì 24 dicembre 2009
142: tu non preoccuparti
• trent'anni che non ci vediamo, amari
domenica 13 dicembre 2009
141: i swear i try to plegde myself to not forget
• powder on the words, a toys orchestra
sabato 12 dicembre 2009
140: diamoci un taglio
• bellamore, riccardo senigallia
lunedì 7 dicembre 2009
139: come vorresti addormentarti ora
• cosa vuoi da me, samuele bersani
venerdì 4 dicembre 2009
138: per riaggiustarti le dita
mi sono rotta una mano per cercare di mettere a posto, mettere a posto le cose metterti a posto le ossa mettere a posto i tuoi oggetti sparsi per la casa mettere a posto le tue canzoni in una cartella sicura. ricordi, piovigginava in maggio, e tu ti guardavi i piedi non sapendo che dire e poi te ne sei andato scalando le marce nella tua astronave gialla senza bisogno dei tergicristalli - a volte piove anche se non è inverno, a volte mi fa male lo sterno, a volte voglio scriverti una lettera ma non so per parlarti di cosa, a volte mi fanno ridere gli anziani alla stazione che si danno appuntamento per parlare intorno al termosifone vestiti di tutto punto e nelle loro parole c'è il vino, c'è l'olio, tutte cose che tra poco noi non ricorderemo più. nel frattempo tu sembri non curarti delle cicatrici, quando parli dici poche cose, trascini le parole per il guinzaglio, mi fanno pena quelli che portano a spasso il cane, sì, portano a spasso il cane con il guinzaglio allungabile e lo bloccano a tre decimi della sua lunghezza naturale - portare a spasso un cane a strozzo no, non è un bel mestiere da padrone. mi fanno pena i treni che puzzano, i controllori che non controllano, e i cartelli degli orari stirati a prender freddo - l'erba ghiacciata di questi giorni, che non smette di tentare di esser verde, le macchine parcheggiate alle poste, le lumache inavvertitamente schiacciate, i sensibili ritardi, le tue dimenticanze, e quando mi pisti un piede che non senti le ossa rotte - non mi rendo conto com'è lungo quest'inverno, bisognerebbe chiederlo a moltheni che nel frattempo ha smesso di suonare.
• heartbeats, josé gonzalez
giovedì 3 dicembre 2009
137: I'd give you everything I've got for a little peace of mind
dicembre, te lo prometto, sarà il nostro ottobre rosso, faremo la rivoluzione con i bastoncini che ci rimangono, e mangeremo al tavolo finemente apparecchiato la vigilia di natale tu mi porterai a comprare il pesce surgelato allo spaccio poco fuori in periferia, lo guarderemo riprendere i sensi nell'acqua bollente, lo sentiremo ancora vibrare. dicembre, te lo scriverò su un foglietto, ci accenderemo tutte le candele addosso e spegnerle non farà rumore - quando dicevi che avevi bisogno del rosso e il rosso era il sangue colato pian piano lungo le vene le linee del braccio. non ti so descrivere che effetto fa un ago fino in fondo alla gola, mi ricordo che ho guardato un orologio capovolto, ho ripetuto il tuo nome diecimila volte come un'ave maria, dicembre te lo prometto non ti mancheranno i maglioni per liberarti la fronte dai ghiaccioli, i gatti ci resteranno impigliati agli angoli delle tshirt - tu forniscimi solo di tritolo fino, tu regalami soltanto dinamite pura, tu nascondi per me sotto il tavolo un concerto di razzi e fuochi d'artificio - partiremo a velocità supersonica, chi se ne frega se nevica.
• i'm so tired, laundrette
martedì 1 dicembre 2009
136: pittori di case rosse e verdure verdi non asparagi
questo blog non piace a nessuno perché nessuno sa di cosa scrivo - e mi hai detto che in biblioteca basta passare, l'ingresso è completamente gratis, forse prima di natale, un giorno di questi mi arrampicherò fino alla punta di corso italia. o magari ci hanno tolto l'esclusiva del negozio di fumetti e il mercatino dei fiori in piazza garibaldi non ceniamo più nei ristorantini e tu mi aspetti mentre sono in bagno e io ritardo per fare apposta e ridere tra me che sei di là impaziente a batter le nocche sul tavolino. fai piovere un temporale di mozzarelline di bufala, mi viene da dire. fai piovere, ancora. mangiamo di nuovo il gelato al pistacchio sedute sui gradoni delle poste comunali nel palazzo vecchio in centro, sotto le foglie dei platani - domani andrò a torino, domani ti verrò a cercare, domani salirò milioni di scale come montale per darti il braccio, e tu come una piccola sapiente zanzara non dirai niente mi prenderai semplicemente a morsi.
"mi piacerebbe poter essere emozionato come adesso in un momento reale"
• • 13 me and the half untruths I & II, hogwash