giovedì 24 dicembre 2009

142: tu non preoccuparti

so che la malattia é solo uno stato mentale e se mi alzassi adesso fingendo stare bene, guarirei. so che potremmo anche fingere di non aver subìto tutto questo silenzio, se fossimo bravi a fare finta, e improvvisamente sarebbe come se quest'anno non fosse mai passato e io non fossi stata mai bloccata a capod'acqua in treno in mezzo ai sassi bianchissimi, so che basterebbe un altro po' di inchiostro per tornare a farti ridere e sorridere delle cose che dico e sarebbe bello a quel punto leggersi i pezzi di libri a caso nel cuore della notte. so che tutte le malattie che ho avuto riescono a farmi apprezzare ogni giorno lo stato di salute dei miei muscoli, e anche se questa notte ho sentito le vene scoppiare tu non preoccuparti, tu non preoccuparti, che passerà anche questo duemilanove con i suoi coltelli e i concerti che ci siamo visti e quando sotto il temporale si ritornava a casa da montepulciano cantando le canzoni dei tre allegri ragazzi morti con una felicità in effetti mai vista prima, dopo aver fatto le nostre solite figure, dopo aver spinto la macchina in discesa in folle, dopo aver bestemmiato contro il metano. non te la posso raccontare l'emozione di stare sdraiati al parco urbano col caldo di agosto e ferrara che adesso mi sembra casa mia, non l'avrei mai pensato di poter vedere i pesci siluro nel lago del castello non ci credo ancora che quella volta mi hai detto ti amo.

trent'anni che non ci vediamo, amari

2 commenti: