sarebbe il caso che tu mi restituissi il maestro e margherita, anche se i libri che mi hai dato tu, quelli no, non te li voglio ridare. e sarebbe il caso che qualcuno si premurasse di accendere i riscaldamenti, di aprire le tubature, di mettere a posto quelle rotte, e di placare i tormenti. non mi lamento se hai scelto la polvere bianca alla pellicola da film, se ancora vai parlando delle malattie che ci aggrediranno lo stomaco tra quarant'anni - o prima, chi lo sa. io ogni tanto guido ancora a velocità troppo elevata, potrebbe anche capitare che io muoia prima, potrebbe anche capitare a me prima o poi un riccio che mi si para davanti alla strada. e a differenza di te io sono ferma, ferma ai ragionamenti che faccio uguali da anni ormai, ma me ne compiaccio e non me ne cruccio, trovo ancora profondamente bello ascoltare max collini e le sue canzoni completamente costruire a computer o farmi la doccia in attesa di uscire per andare in libreria o andare in libreria e incontrare un libro, riconoscerne il tatto, lo spessore, il profumo. trovo che vada bene trascorrere così queste nostre festività, senza vino, o il vino berlo solo quattro giorni dopo, di sera, alle dieci e mezzo, mentre parli con i tuoi vecchi amanti e vuoi ubriacarti, e vuoi perderti, e vuoi dimenticarti, e vuoi pensare che questa notte magari si dorme, che quest'inverno magari mangeremo le castagne, che qualcuno avrà la premura di portare fuori il cane, chissà come mai a distanza di tempo mi sento ancora leggere le parole che scrivo da quel ragazzo della pianura padana che non ha nemmeno più voglia di scrivere il suo nome per intero.
• internet love, port-royal
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